Droga, Gasparri: il governo è latitante e non fa niente

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 28 Giugno 2019 8:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2019 0:18

Roma- “La giornata internazionale contro le droghe registra la latitanza del governo italiano che non fa assolutamente nulla in questo campo”, ha commentato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri il 26 giugno, nella Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga.

Il 26 giugno è la data scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 42/112 del 7 dicembre 1987: un appuntamento annuale per sollevare l’attenzione sui costi umani e sociali del traffico e della dipendenza da sostanze.

“Non bastano slogan contro gli spacciatori, che vanno severamente puniti– continua il senatore forzista- Peraltro, non abbiamo ancora visto queste nuove leggi per stroncare con misure ancora più dure il traffico di stupefacenti”.

Quanto sia importante arginare il fenomeno lo dice il rapporto europeo sulle droghe presentato a giugno 2019 a Lisbona dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze che fornisce una panoramica della situazione della droga in Europa e da cui arrivano dati preoccupanti.

Secondo l’Osservatorio, il mercato europeo, dapprima dominato da sostanze vegetali, si è trasformato in un mercato in cui le droghe sintetiche e la produzione in Europa sono cresciute di importanza e offre una maggiore varietà di sostanze rispetto al passato.

Tra le droghe conosciute anche ai profani invece, la cannabis, tra le droghe illecite più usate in Europa, ha un consumo stabile, mentre la cocaina, lo stimolante illecito più usato in Europa, ha visto crescere il numero dei suoi “estimatori” tanto da far crescere il suo consumo.

Al di là di ogni numero, ciò che dovrebbe impensierire è che nella relazione si riferisce di un “mercato resiliente che riflette gli sviluppi in atto a livello mondiale”. (Fonte: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (2019), Relazione europea sulla droga 2019: tendenze e sviluppi).

Fondata è dunque la preoccupazione espressa da Gasparri per la mancanza di interventi efficaci volti a ostacolare la diffusione delle droghe e a sostenere e curare chi è vittima dell’uso:

“Vediamo l’impotenza, di fronte al dilagare delle droghe. Vediamo l’impotenza di fronte al moltiplicarsi dei cannabis shop. Vediamo l’assenza delle politiche di sostegno alle comunità terapeutiche, alle quali non sono destinati mezzi adeguati. Per un triennio, infatti, alle politiche per il contrasto delle dipendenze il governo, si vergogni, ha destinato soltanto 7 milioni di euro in totale. Una cifra ridicola. Mentre invece bisogna fare campagne di informazione, politiche di prevenzione, campagne nelle scuole ed erogazioni di mezzi concreti alle comunità terapeutiche, laiche o religiose, che tirano fuori i ragazzi dalla droga, rappresentando l’unico aiuto concreto alle famiglie nell’assoluta latitanza delle politiche pubbliche. Le regioni fanno pochissimo, anzi ostacolano, come avviene nel Lazio, l’azione delle comunità terapeutiche. La giornata internazionale contro le droghe rappresenta una giornata per un monito, anche a ministri che a parole si dicono contrari alla droga ma, nei fatti, non hanno usato nemmeno per un secondo la loro delega per aiutare chi sostiene politiche concrete di prevenzione e di recupero. La giornata internazionale contro le droghe è la giornata della vergogna per il governo”.

Non è certo un caso che i i problemi correlati alla droga rientrino, direttamente e indirettamente, negli obiettivi adottati nell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile: per i gravi danni all’ambiente, alle strutture istituzionali e alla qualità della vita dei cittadini dei paesi interessati che la produzione e il traffico di droga possono causare.

Solo per fare qualche esempio, lo smaltimento dei rifiuti dovuti all’uso di sostanze chimiche per la produzione di droghe sintetiche -se non fatto in modo corretto- può danneggiare l’ambiente fisico; le strutture sanitarie devono sottrarre risorse da dedicare ad altre patologie; tra le persone che si iniettano droghe il virus dell’epatite è molto diffuso; il contesto sociale in generale peggiora e la microcriminalità non è che la punta dell’iceberg poiché è la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e il terrorismo che beneficiano maggiormente del traffico di sostanze illecite.

Fatti noti che richiedono impegno, politiche e risposte.