Duce guidaci da lassù…Rider strappa biglietto alla consegna. Winelivery lo licenzia

di Riccardo Galli
Pubblicato il 29 Aprile 2021 9:53 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2021 9:53
Duce guidaci da lassù...Rider strappa biglietto alla consegna. Winelivery lo licenzia

Duce guidaci da lassù…Rider strappa biglietto alla consegna. Winelivery lo licenzia FOTO ARCHIVIO ANSA

“In questo giorno di lutto che il nostro Duce possa guidare da lassù la rinascita”. Il “giorno di lutto” è nella testa di chi ordina così sia scritto il 25 aprile. E il 25 aprile, giorno della Liberazione dell’Italia dal fascismo, un rider si trova a dover consegnare, insieme alle bottiglie di vino, questo inno al fascismo e questo sfregio al 25 aprile, alla Resistenza, alla Repubblica, alla Costituzione. E, si parva licet, questo sfregio anche alla sensibilità, alla coscienza civile di chi il biglietto lo deve consegnare.

Il vino con allegato rimpianto di Mussolini

Tutto comincia, in quel di Bologna, con una normalissima commessa di consegna di bottiglie di vino. Quando il cliente vuole un biglietto di accompagnamento per il recapito delle bottiglie la procedura è che il testo del biglietto lo detta, un addetto alle consegne lo scriverà materialmente allegandolo alla spedizione. Qui il primo, non piccolo, errore. Riconosciuto come tale, come errore, anche da Winelivery che i vini li consegna. L’errore: un biglietto così non si accetta di trascriverlo come fosse un qualunque e lecito testo. Un biglietto così non è una privata opinione, un biglietto così è al confine con un reato troppo spesso dimenticato sia tale: propaganda fascista.

Un biglietto così il 25 aprile

Un biglietto così il 25 aprile è poi un marcato sfregio, non doveva sfuggire all’attenzione questa sua evidente natura e intenzione. Ma qualcuno a Winelivery lo scrive lo stesso, sia pure sotto commissione. E il biglietto parte, insieme con le bottiglie di vino. Il fattorino, Luca Nisco, però, giunto a destinazione, letteralmente non ce la fa a far finta di nulla nel consegnare. Consegna le bottiglie e però strappa il biglietto di onore al Duce considerandolo e definendolo per quel che è e cioè “oscenità”.

Una reazione civile premiata con il licenziamento

La fine, momentanea, della storia è che il rider che ha strappato il biglietto ode al Duce il 25 aprile Winelivery lo licenzia. Per “comportamento scorretto” e “violazione della privacy”. Passi per la contestazione di “comportamento scorretto”. Scorretto strappare il biglietto del cliente mittente, anche se fascista insultante il 25 aprile. Ma “violazione della privacy”, proprio sicuri? E’ privato comportamento e affare privato dettare: “Duce, da lassù guidaci tu in questo giorno di lutto?”. Solo e soltanto privato? E soprattutto tanto e solo affare privato di Winelivery è il sommo rigore con cui si commina la massima punizione, il licenziamento?