Due forni anche a destra, reclama Brunetta. Come lo fa il M5s, anche noi col Pd…

Pubblicato il 7 aprile 2018 13:38 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2018 15:36
Renato Brunetta commenta le consultazioni

Due forni anche a destra, reclama Brunetta. Come lo fa il M5s, anche noi col Pd…

“Ridicoli, semplicemente. Come si permettono!”, dice dei veti del M5s Renato Brunetta (Forza Italia), intervistato da La Stampa.

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E rilancia nel campo del Centrodestra la teoria dei due forni. Se è permesso giocare al gioco inventato anni fa da Giulio Andreotti a quelli del Movimento 5 stelle, perché non dovrebbe farlo lo schieramento Forza Italia-Lega-Fdi?

Dopo l’ultimatum M5S alla Lega, Brunetta sbotta, e non è la prima volta: “L’errore è stato consentire a Di Maio di occupare il centro del campo e porre veti. Un altro errore è stato subire l’iniziativa sulla presidenza delle Camere. Bene la scelta della Casellati, per la persona, ma ha prefigurato un modello: l’asse M5S-Lega. Ora arriveranno i boomerang. E poi, amico Salvini, chi ha detto che si deve cercare di fare la maggioranza solo con i 5 Stelle? Se Di Maio si permette i due forni (dialogo sia con la Lega che con il Pd, ndr), perché il centrodestra non può fare lo stesso?”.

“E poi: quando mai si è deciso nel centrodestra di mettere un veto sul Pd? Lo ha deciso Salvini, forse, non il centrodestra”. “Se accordo con i 5 Stelle vuol dire veto su Berlusconi, cioè su Fi e la sua storia, chi può accettarlo?”.

Salvini resterà fedele al centrodestra? “Lo conosco come persona intelligente, equilibrata e di buon senso. Dovrebbe adesso dismettere i panni della campagna elettorale e acquisire quelli del federatore. Purché l’eventuale soggetto comune del centrodestra si costruisca nel rispetto delle diverse storie”.

Un’opa ostile della Lega su Fi? “Non si va lontano con le forzature”, risponde. E ricorda che “quando Fi era al 30% e la Lega al 4%, Berlusconi aveva il massimo rispetto di Bossi. E in questo caso la distanza tra Lega e Fi è di tre punti percentuali, costruiti con allargamenti a Sud improbabili e magari non del tutto trasparenti”.