The Economist: Berlusconi e i suoi incubi, Brancher, Scajola, Fini, Tremonti, la manovra, i giudici

Pubblicato il 10 Luglio 2010 8:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2010 8:40

Tremonti e Berlusconi

Il settimanale inglese Economist, che mai è stato tenero con Berlusconi, troppo lontano, come uomo e come politico, dall’ideale aristocratico british, dedica un articolo alla situazione pokiticaa italiana.

L’articolo, dal titolo “Salta un altro alleato”, è dedicato al caso Brancher e conclude che per Mister Berlusconi tira una brutta aria: le dimissioni lampo di Aldo Brancher, a distanza di appena due mesi da quelle dell’ex ministro Claudio Scajola, mostrano quanto “bruscamente stia cambiando il vento” per la sua popolarità che fino a oggi era parsa “sfidare la forza di gravità”.

Per il settimanale londinese, a complicare il quadro per Berlusconi ci si mettono anche l’atteggiamento “critico” dell’alleato Gianfranco Fini e il malcontento che la manovra economica di Giulio Tremonti starebbe generando. Questa, in particolare, secondo il settimanale, costituisce una minaccia per la”popolarità anti-forza di gravità” del Cavaliere.

Inoltre, scrive il giornale, “i piani di abolire i bonus di fine anno per la polizia e per altri lavoratori pubblici  potrebbero essere accantonati, ma il governo ha per il momento ribadito il suo impegno di ridurre il deficit di circa 25 miliardi di euro in due anni. Per quanto tempo e quanto rigorosamente la stretta sarà applicata dipenderà meno dall’economia che dalla politica e dalle vicende giudiziarie”.