Efe Bal: “Facevo sconti ai leghisti”. Salvini: “Se sa qualcosa lo dica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 13:00 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 13:00
Efe Bal: "Facevo sconti ai leghisti". Salvini: "Se sa qualcosa lo dica"

Efe Bal: “Facevo sconti ai leghisti”. Salvini: “Se sa qualcosa lo dica”

MILANO – “Ho concesso sconti ai leghisti e ho conservati gli sms (com)promettenti che lo dimostrano”. A dirlo è Efe Bal, trans e testimonial della campagna di tesseramenti della Lega Nord. Uno sfogo dopo che alcuni leghisti hanno criticato la sua apparizione sui manifesti nelle strade di Milano vestita con la bandiera della Padania per promuovere il tesseramento.

La trans ha sottolineato di non avercela con Matteo Salvini, che considera un amico, ma proprio per questo vuole da lui un gesto: “Chiedo che Salvini mi dia un bacio, oppure che mi inviti a cena e mi tenga la mano. Vorrei una dimostrazione concreta per mettere una pietra sopra tutto”.

Salvini, intervistato da La Zanzara su Radio24, ha replicato spiegando che non ha nulla contro gay e trans, ma non ha apprezzato “le mezze minacce o i ricattini”, scrive Matteo Pandini su Libero quotidiano:

“«Se sa qualcosa di grave sulla Lega, me lo dica». Anche poche ore prima, infatti, Efe aveva ripetuto d’avere una ricca collezione di messaggini scomodi. Scritti da alcuni militanti. I quali, secondo Efe, potrebbero ucciderla perché terrorizzati da un possibile scandalo. Però basterebbe un cenno di Salvini, dichiara Efe in un’intervista, e sarebbe disposta a dimenticare tutte le tensioni degli ultimi giorni. Si sente così in pericolo, la trans turca classe ’77 e da una vita all’ombra della Madonnina, che da alcune ore è a Roma. Lo dice lei stessa, in un video in cui invoca clienti: «Sono a Piazza di Spagna».

Poi rassicura: il 17 luglio tornerà a Milano e all’inizio di agosto volerà a Istanbul. Dev’essere proprio terrorizzata. Al Giornale ha dettato le sue condizioni: è «disposta a dimenticare tutto» ma Salvini «deve invitarmi fuori dimostrando di tenere a me». Più esplicita: «Chiedo che Salvini mi dia un bacio, oppure che mi inviti a cena e mi tenga la mano. Vorrei una dimostrazione concreta per mettere una pietra sopra tutto». Inviti che il leader non raccoglie. Efe Bal ripete che tiene alla sua «dignità»”.

Sul manifesto che ha destato le critiche dei leghisti, Efe si presenta come “ministro dei lavori particolari”:

“C’è chi s’è infuriato e l’ha fatto notare su Facebook. Così Efe s’è offesa, sono volati insulti, una sezione ha chiesto ufficialmente di allontanarla, lei ha stracciato la tessera da sostenitrice. E ha vomitato una serie di volgarità contro i leghisti (ricambiata). Quindi, ecco Efe che dice: so troppe cose, sono in pericolo. Il suo cellulare nasconde chissà quali messaggi. Alcuni li ha pure pubblicati sui social, tra cui uno (innocente) con Salvini. Quindi, sempre per tutelare la propria dignità, Efe scrive una lettera aperta a Matteo in cui chiede: «Ti ricordi la festa di Radio Padania?».

Racconta di aver fatto di tutto per mostrargli i poster – che aveva già distribuito – ma senza successo. Così non li ha rimossi, i militanti sono intervenuti ed è iniziata «questa stupida ed umiliante storia che dura da giorni» scrive Efe nella missiva indirizzata al leader. «Con quel poco dignità che mi è rimasta ancora, ho solo voluto difendermi. Da parte mia» dice a Salvini «ti prometto che non sentirai più nulla»”.