Effetto amministrative, Governo battuto cinque volte alla Camera. Franceschini: “Non male…”

Pubblicato il 18 Maggio 2011 12:50 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2011 18:34

(foto LaPresse)

ROMA – Il segnale, per la tenuta del Governo, non è dei più incoraggianti. Si torna a lavorare dopo il voto alla Camera dei deputati e la maggioranza, nel giro di pochi minuti, va sotto per cinque volte. A Montecitorio si parlava di carceri, e di condizioni dei detenuti. Tema forse non vitale per la sopravvivenza del Governo Berlusconi.

Nello schieramento di centrodestra i banchi vuoti sono tanti, forse troppi. E già dal primo voto si capisce che sarà una giornata di passione. Si tratta di pronunciarsi su una mozione di Fli firmata da Benedetto Della Vedova, il governo dà parere contrario. La conta, alla fine, dice 254 no e 264 sì. Uno a zero per l’opposizione che nel giro di qualche minuto dilaga. Il governo, infatti,  va sotto altre tre volte: su una mozione del Pd, una dell’Idv e un testo dello stesso Pdl.

Gli emendamenti. I testi approvati a Montecitorio impegnano il governo, tra l’altro ”ad assumere iniziative volte ad adeguare, in vista dei prossimi provvedimenti finanziari, la spesa pro capite per detenuto, prevedendo, rispetto alla base del 2007, una riduzione non superiore a quella media relativa al comparto Ministeri; a predisporre sul piano normativo un complesso di riforme – dalla depenalizzazione dei reati minori, ad una più ampia e più certa accessibilità delle misure alternative alla detenzione, dalla definizione di parametri più accessibili per la conversione delle pene detentive in pene pecuniarie, ad una piu’ severa limitazione del ricorso alla custodia cautelare in carcere, che avrebbero, nel complesso, un effetto strutturalmente deflattivo, concorrendo a migliorare le condizioni di detenzione e a rendere servibili quegli strumenti di trattamento che perseguono le finalita’ rieducative costituzionalmente connesse alla pena”. Il governo risulta inoltre impegnato ”a implementare il piano carceri attraverso il ricorso a forme di partecipazione privata ai programmi di edilizia penitenziaria, utilizzando quegli strumenti di mercato che, anche sul piano urbanistico, possono incentivare gli investitori privati a collaborare con lo Stato ad un progetto di riconversione del sistema e dei modelli di detenzione e di riqualificazione delle case circondariali e di reclusione non più utilizzabili per l’ospitalità dei detenuti”.

Gli assenti. Al voto sulla prima mozione per le carceri che ha visto maggioranza e governo andare sotto, circa la metà del gruppo di ‘Iniziativa Responsabile’ mancava all’appello. Su 29 parlamentari non hanno partecipato al voto in 12 tra cui il neo-ministro Saverio Romano e i tre che aspirano a incarichi di governo come Francesco Pionati, Maria Grazia Siliquini e Arturo Iannaccone. Numerosi assenti anche nel Pdl: non hanno votato in 16 tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo Corsaro, Niccolò Ghedini, Nicola Cosentino e Claudio Scajola, impegnato a quell’ora in un incontro con il presidente del Consiglio. Assente anche Italo Tannoni del Movimento Liberal democratico passato prima con l’Udc e poi con il Pdl. Fra le assenze della maggioranza sono da registrare anche Luca Barbareschi, Calogero Mannino. Per la Lega non erano presenti in aula solo in due: Paola Goisis e Daniele Molgora. La mozione e’ passata per soli dieci voti e gli astenuti sono stati quattro, di cui due del Pdl, Luigi Vitali e Marcello De Angelis. La mozione successiva presentata dal Pd e’ passata con 269 si’ e 255 no. Tra gli assenti sempre 12 di Iniziativa Responsabile, due della Lega e 17 del Pdl. Alla votazione numero 5 non hanno partecipato al voto sempre 12 Responsabili, 17 Pdl e due Lega, mentre alla numero 8 oltre ai 12 di Ir non hanno partecipato al voto 15 del Pdl e sempre i soli due della Lega. A quest’ultima votazione, pero’, tra gli astenuti, oltre ai due esponenti delle minoranze linguistiche Siegfried Brugger e Karl Zeller si e’ aggiunto Domenico Scilipodi (Ir). ”In buona sostanza – osserva Renzo Lusetti, dell’Udc – quando mancano i ministri e i sottosegretari, la maggioranza va sotto”.

Franceschini. Il primo a commentare la sconfitta del governo è il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini che affida a Twitter la sua reazione a caldo: ”Maggioranza battuta al primo voto in aula dopo le elezioni. Non male…”.

Idv: “Sono moribondi, si dimettano”. ”La maggioranza e’ andata sotto tre volte nelle prime tre votazioni di questa mattina in Aula: e’ chiaro, ormai, che non ci sono piu’ i numeri. E’ la conferma della grave crisi che si e’ aperta nel centrodestra in seguito alla batosta elettorale delle amministrative. Il governo Berlusconi, politicamente parlando, e’ moribondo. Il presidente del Consiglio per una volta faccia un favore a se stesso e al Paese, salga al Quirinale e si dimetta. Il vento e’ cambiato e l’Italia deve essere restituita agli italiani”. E’ quanto ha affermato in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

Fitto: “Presto verifica nella maggioranza”. ‘Siamo consapevoli che il risultato elettorale su Milano sia stato nettamente inferiore alle nostre aspettative”. Lo ha detto a Sky Tg24 Mattina il ministro dei Rapporti Raffaele Fitto aggiungendo che ”la dialettica interna alla maggioranza sara’ verificata nei prossimi giorni. Ora si tratta di lavorare in modo compatto per i ballottaggi di Milano e Napoli e gli altri comuni e province interessati”.