Elena Fattori, M5S, attacca Salvini sui migranti: “Fa il pirla con 49 disperati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Gennaio 2019 10:36 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2019 10:36
Elena Fattori, M5S, attacca Salvini sui migranti: "Fa il pirla con 49 disperati"

Elena Fattori, M5S, attacca Salvini sui migranti: “Fa il pirla con 49 disperati”

ROMA – Elena Fattori, senatrice M5S dissidente e a rischio espulsione, ieri aveva attaccato frontalmente il ministro dell’Interno sulla questione del respingimento della nave Sea Watch, accusandolo di “fare il pirla con 49 disperati” e di “twittare a vanvera”. Oggi, ha spiegato meglio la sua posizione intervenendo ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Fattori è considerata dissidente. “Difendo quello che era il programma del M5S e mi ritrovo ad essere considerata dissidente –ha affermato Fattori-. Dissento da Salvini. Siamo nella situazione dei figli divorziati che si ritrovano con un nuovo papà? Io spero ancora che i due genitori tornino insieme e si liberino di questo nuovo papà, sono un po’ la figlia che fa i dispetti per mandare via il nuovo papà. Non so quando decideranno sulla mia posizione nel M5S. Non ho capito l’obiettivo di questo messaggio di Capodanno che dice che il mio procedimento è ancora aperto. Non ho la più pallida idea della situazione, c’è un’entità che non si capisce chi è, forse questi probiviri, che decideranno. E’ un po’ surreale. Dicono che passerò al PD? ma dove vado? Io sono da sempre del M5S e porto avanti il programma scritto insieme con i cittadini. Il Pd tra l’altro è defunto”.

Sul caso migranti. “Nel nostro programma avevamo chiesto di modificare il regolamento di Dublino, il mutuo riconoscimento delle richieste asilo. E’ chiaro che se tu cominci questa legislatura con pulsioni localistiche, rinunci ad una gestione condivisa. Se vuoi politiche condivise, devi riconoscere l’UE. Se vuoi ritornare ai singoli Stati è chiaro che l’Italia è lì in mezzo al Mediterraneo e nessuno ti aiuterà. Mettiamoci pure che siamo usciti dal Global Compact. Abbiamo dato messaggi di voler ritornare ad essere uno Stato sovrano, la politica è fatta anche di messaggi. Che poi l’UE non abbia una politica migratoria comune è chiaro. I migranti sono diminuiti da un anno, bisogna gestire quelli che ci sono, non bloccare su una nave 49 disperati. 49 persone sono parcheggiate in mezzo al mare da giorni, il primo che li accoglie fa una cosa intelligente. Conte e Di Maio si stanno battendo? Meglio tardi che mai, ma bisognava farlo prima. Pensare di dividere le famiglie prendendo solo donne e bambini è privo di senso, sono famiglie che scappano da situazioni di guerra e torture. E’ molto pericoloso separare queste famiglie. Quale donna in una situazione del genere accetterebbe di entrare in un Paese sconosciuto con due bambini piccoli? E poi si pone il problema del ricongiungimento, creiamo tensione su tensione e questo non ha senso. Tutto l’impegno degli Stati nel comunicare sulla gestione di queste 49 persone costa di più che farle sbarcare. E’ chiaro che ogni Paese in questo momento deve dare un messaggio ai cittadini per tutelare i confini nazionali, in vista delle elezioni europee. Sono manovre mediatiche. E’ chiaro che sono diventate un simbolo queste persone qui. Però non è che si risolve così la crisi dell’Africa e la pulsione a migrare”.

Sui sindaci contro il decreto della sicurezza. “Si rischia di cadere un po’ nella retorica della contrapposizione. Sono problemi che vanno risolti. I primi due che hanno fatto una mozione sono state Appendino e Raggi, quindi non è una contrapposizione politica, sono i sindaci che sanno che il decreto creerà problemi e vogliono cercare di risolvere la situazione. Farne una battaglia solo di bandiera sarebbe controproducente. Ci sono cose che vanno modificate in quel decreto perché così com’è andrà a peggiorare il problema. Salvini doveva gestire l’immigrazione e invece peggiora la situazione”.

“Sul contratto di governo il decreto sicurezza non c’è –ha dichiarato Fattori-. Il contratto parla di rimpatri, cosa che non è stata per niente affrontata. Che poi ci potesse essere una contrapposizione di idee è chiaro, ma cedere totalmente alla politica becera e xenofoba di Salvini non me l’aspettavo”.