Elezioni 2018, Antonio Tasso candidato M5s a Cerignola condannato. Lui nega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2018 15:52 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2018 18:23
tasso cerignola m5s

Elezioni 2018, Antonio Tasso candidato M5s a Cerignola condannato. Lui nega

ROMA – Antonio Tasso, candidato alla Camera del Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale Manfredonia-Cerignola, è stato condannato nel 2007 in primo grado per violazione del diritto d’autore, perché aveva venduto nel suo negozio di elettronica videogiochi e cd musicali piratati. A svelare la sua situazione giudiziaria è il rivale di collegio, Michele Bordo del Pd.

Inoltre Il Foglio dice che a Tasso furono concesse le attenuanti generiche e che fu “condannato alla pena di sei mesi di reclusione e 2.000 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali”. La pena fu sospesa perché Tasso non aveva precedenti penali, e poi ci fu un processo d’appello, ma il reato andò in prescrizione, come confermato al quotidiano dall’avvocato di Tasso. Secondo il regolamento del M5S, nessun candidato può avere condanne in primo grado “per qualsiasi reato commesso con dolo”.

Tasso però, su Facebook, dice che ha il casellario immacolato, che si trattò solo di una denuncia e che vuole tornare a vedere le stelle: “Amici cittadini, per potermi candidare nel Movimento 5 Stelle, oltre al curriculum, ho inviato il casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e il certificato ex art. 335 (per verificare l’esistenza di denunce o indagini). Tutti questi certificati sono risultati puliti. A riveder le stelle”.

Con un video sulla propria pagina Facebook, Tasso respinge ogni accusa: “Mentre sono impegnato in questa campagna elettorale mi giungono notizie di attacchi di bassa lega dal candidato di centrosinistra Michele Bordo – afferma -. In risposta, amici cittadini, a voi che siete gli unici a cui devo delle spiegazioni, dico che per potermi candidare nel Movimento 5 Stelle, oltre al curriculum, ho inviato il casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e il certificato ex articolo 335 che serve per verificare l’esistenza di denunce o indagini. Tutti questi certificati sono risultati puliti”.

“Certo una denuncia ci fu – ammette – circa 20 anni fa se non ricordo male, tra il 1999 e il 2000: mi sono difeso come era mia diritto in quell’occasione e non ci fu nessuna condanna né amministrativa né penale e il caso è stato archiviato” garantisce.

“Se dovessi vergognarmi per una denuncia che non ha sortito effetti, allora i politici potenti e arroganti che adesso mi attaccano e quelli che sono imputati dovrebbero sparire per sempre dalla scena politica per tutti i danni che hanno causato” sostiene. Quindi, conclude: “Il 4 marzo abbiamo la possibilità di sconfiggere l’arroganza politica che ha distrutto questo paese. Vai a votare e convinci altri a farlo”.