Elezioni 2018, fake news eccole: votano tutte a destra (e M5s)

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 28 febbraio 2018 11:03 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2018 11:17
Elezioni 2018, fake news eccole: votano tutte a destra (e M5s)

Elezioni 2018, fake news eccole: votano tutte a destra (e M5s)

ROMA – Fake news, bufale, bugie… Potete chiamarle come volete, seguendo la linea italiana o la dicitura anglosassone con cui sono diventate famose e famigerate nell’era social, e almeno in campagna elettorale tirano tutte verso destra o i 5Stelle. Non una sorpresa, visto che già più d’uno studio aveva fotografato questa tendenza, a cui ora si aggiunge qualche numero fornito dalla Polizia Postale. Il piatto forte sono, nemmeno a dirlo, le “notizie” che riguardano i migranti destinatari di incredibili favoritismi o autori di indicibili crimini. Ma in campagna elettorale compaiono anche gli “scoop” messi a tacere dai poteri forti sui brogli elettorali prossimi a venire, tutti rigorosamente a favore del Pd o comunque del centrosinistra finché, nella massima manifestazione della bufala, i due temi si legano per partorire capolavori come “la truffa dei migranti alle elezioni: vi rubano la tessera elettorale per votare a sinistra”.

Se questi sono i temi in termini generici, le ultime fake news sono quelle intercettate dalla Polizia Postale grazie alle segnalazioni dei naviganti. Si va dalla “notizia secondo cui le schede elettorali inviate agli italiani residenti all’estero sono prive dei simboli dei partiti di centrodestra”, apparsa a metà febbraio, al tam tam di qualche giorno dopo che assicura che “un cittadino italiano residente ad Edimburgo, e quindi regolarmente iscritto all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), ha ricevuto un plico contenente oltre alle schede elettorali anche dei volantini di propaganda politica”. I consolati di Charleroi, in Belgio, e di Londra smentiscono specificando di essere “i titolari della distribuzione delle schede” e chiarendo che i plichi arrivano a destinazione sigillati. Spesso però la smentita ufficiale online ha meno peso ed eco di una notizia falsa.

Era invece l’inizio di febbraio quando su decine di siti è comparso l’annuncio secondo cui “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in Liguria, ha indetto un bando di concorso per l’apertura di una tabaccheria a Ventimiglia, con prerequisiti che favoriscono gli immigrati/profughi rispetto ai cittadini italiani”. Stesso periodo quando, mentre il dibattito politico è tutto centrato su quanto accaduto a Macerata, il brutale assassinio di Pamela Mastropietro e il raid razzista seguente, viene diffusa la notizia che “Don Biancalani, parroco di un paese in provincia di Pistoia e noto per il suo impegno in favore dei migranti, ringrazia Allah per gli stranieri e prova amore per il presunto assassino della giovane”. Il tutto con foto del parroco abbracciato a due ragazzi di colore.

Già a fine novembre il New York Times scriveva delle “fake news italiane e degli account collegati a M5S e Lega” riportando il caso della finta foto di Maria Elena Boschi al funerale di Totò Riina. Nemmeno dieci giorni dopo l’ex vicepresidente Usa Joe Biden dichiarava che Mosca sosteneva proprio il movimento di Beppe Grillo e il partito di Matteo Salvini anche attraverso le bufale virali: ed era il 12 dicembre quando nel suo primo report in materia il Pd denunciava il legame tra fake news, Lega e M5S. Legami sempre smentiti e anzi respinti con vigore dai diretti interessati. Luigi Di Maio rispose alle accuse sferzante: “Ci accusano di complottismo perché hanno paura di perdere”. Consci o no, con la partecipazione degli interessati o meno è però un fatto che le bufale che circolano in rete, almeno quelle intercettate dalla Polizia Postale, 130 in poco più di un mese con un ritmo di oltre 3 al giorno, votano a destra o per i 5Stelle.