Forza Nuova, militanti provano ad occupare gli studi de La7 a Roma: interviene Floris VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2018 13:08 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 13:16
Forza Nuova, militanti provano ad occupare gli studi de La7 a Roma

Forza Nuova, militanti provano ad occupare gli studi de La7 a Roma

ROMA – Un gruppo di attivisti di Forza Nuova prova ad entrare negli studi televisivi di via Tiburtina a Roma dove va in onda la trasmissione “Dimartedì” de La7. Una trentina di persone, martedì 20 febbraio, si presenta alle 23.30 all’ingresso della struttura e alcune di loro, come mostra il video pubblicato anche sul sito del Corriere della Sera, riescono a chiedere ai responsabili di partecipare alla puntata. Il loro intento è di denunciare l’aggressione subita, a Palermo, da Massimiliano Ursino, il responsabile provinciale del partito di estrema destra guidato da Roberto Fiore chiedendo allo stesso tempo che “Dimartedì” prenda una posizione di condanna pubblica.

Per provare a calmare gli animi è dovuto intervenire lo stesso conduttore Giovanni Floris, che ha parlato con gli attivisti. Pur non essendoci stati episodi di violenza, i responsabili de La7 hanno deciso comunque di chiamare le forze dell’ordine. Le immagini sono state postate anche sui social e su YouTube.

Andrea Salerno, il direttore della rete, spiega che si è trattato di un brutto segnale con cui le forze dell’ordine dovranno fare i conti aggiungendo che è stata una iniziativa intollerabile e inaccettabile. Floris racconta l’accaduto: “Verso la mezzanotte si è presentato un gruppo di persone. Saranno state una ventina. Si sono qualificati come Forza Nuova e del movimento avevano le insegne. Volevano interagire col programma. Questo non è possibile, sia tecnicamente (in quel momento andava in onda un contributo registrato) sia per ragioni di opportunità”.

Floris aggiunge che nel suo programma non viene mandato in onda “chi non è da noi invitato, tantomeno se si presenta in quel modo. Fermo restando che la modalità con cui si sono posti non è accettabile, il confronto si è svolto in un clima non violento. Dopo aver esposto le loro ragioni si sono fatti accompagnare all’uscita”.