Elezioni 2018, Gianluigi Paragone: “Ecco perché ho scelto il M5s”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 gennaio 2018 16:47 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 16:47
Elezioni 2018 Gianluigi Paragone m5s

Gianluigi Paragone, candidato con il M5s

ROMA – Gianluigi Paragone è intervenuto ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

L’ex conduttore radiofonico e televisivo, candidato con il Movimento 5 Stelle a Varese, dove contenderà il seggio al Senato al fondatore della Lega Umberto Bossi, ha parlato della sua scelta: “Non potevo sempre rifugiarmi dietro il paravento dell’essere giornalista. Così ho pensato fosse giusto provare a dare il mio punto di vista dentro le istituzioni. Senza arroganza, ma con delle idee precise. Il Movimento è la forza che più mi ha seguito in questi anni di denunce, soprattutto al sistema bancario,per questo ho detto di sì. Mentre ho detto no ad una coalizione di centrodestra che per quel che mi riguarda non ha più nulla da dire, si sta consumando e si consumerà. Non la Lega, perché Salvini ha iniziato un nuovo percorso, ma Forza Italia ha perso completamente lo smalto. Berlusconi ha 80 anni e il suo vero interesse è salvaguardare Mediaset”.

Sui rapporti con la Lega: “Salvini non mi ha chiamato, ci siamo scambiato dei messaggi, ci sentiremo. Penso proprio che potrei essere l’uomo del dialogo post voto tra Movimento Cinque Stelle e Lega. Salvini ha sbagliato ad allearsi con Berlusconi, aveva iniziato un percorso, avrebbe dovuto seguirlo. Sicuramente le candidature di Borghi e Bagnai hanno una sensibilità culturale che è vicino alla mia e anche a un certo modo di pensare dentro al Movimento Cinque Stelle. Su alcuni temi macroeconomici ci può e ci deve essere un dialogo aperto. Così vale anche per alcuni temi legati alla sicurezza. Ovviamente io farò la campagna elettorale contro il centrodestra e, mi dispiace dirlo, contro Umberto Bossi. Per alcune battaglie, per alcuni temi, l’affinità tra M5S e Lega c’è. Salvini avrebbe potuto andare da solo e in quel caso sarebbe stato anche un po’ più facile parlarsi dopo la campagna elettorale. Andando con il centrodestra dovrà rispondere di alcune incongruenze. “.

Su Pd e Forza Italia: “Hanno presentato due liste speculari, i due partiti puntano a uno zero a zero elettorale per poi giocarsi la partita in Parlamento con le larghe intese”.

Sui suoi rapporti con Rocco Casalino: “Due anni fa mi querelò perché lo avevo definito ‘botulino’. Abbiamo fatto pace”.

Sulla libertà nel Movimento 5 Stelle: “Ho scritto un libro che uscirà tra pochi giorni e che si intitolerà ‘l’elogio del dissenso’. Loro sanno benissimo ciò che io penso, il dissenso è fondamentale in democrazia. Ma non bisogna confonderlo con i capricci”.

Di nuovo sulla Lega: “Voglio strappare voti alla Lega. Io conservo lo spirito originario della Lega. La Lega era il messaggio dato al piccolo mondo delle imprese. Oggi non parla più a quelle persone, dopo 25 anni di stagione politica nelle Istituzioni la Lega deve dire che cosa ha fatto e non può rivendicare un buon bottino. Io rappresento lo spirito originario della Lega, quello che era vicinissimo al mondo delle imprese. Bisogna dare agli imprenditori la possibilità di fare bene il proprio lavoro”.

Su Ius soli e Euro: “Per parlare dell’euro serve del tempo, non è come fare pari o dispari, altrimenti il dibattito rischia di prestarsi sempre a titoli stupidi. Lo stesso vale per lo ius soli, un altro argomento che fa bene ai titoli di giornale. Sono temi complessi. Ormai lo ius soli è su un binario morto”.

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