Elezioni. Giorgia Meloni nella stretta di Salvini, nella gabbia del Gra di Roma

Pubblicato il 6 marzo 2018 13:36 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2018 13:36
Elezioni 2018, il post voto. Giorgia Meloni nella stretta di Salvini, nella gabbia del Gra di Roma

Elezioni. Giorgia Meloni nella stretta di Salvini, nella gabbia del Gra di Roma

ROMA – In questa tornata elettorale è successo quello che molti in Fratelli d’Italia temevano da anni, cioè che la Lega “assorbisse” FdI. Ed in parte è stato proprio così. Nel Lazio, e soprattutto a Roma, la Lega di Matteo Salvini ha letteralmente doppiato il partito di Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni che da anni vive con lo spettro che gli elettori di destra, dovendo scegliere, indirizzino il loro voto ad un partito che a conti fatti basa il suo programma sulle battaglie che storicamente appartengono alla destra, ma che non viene da una storia di destra. Come è appunto la Lega.

Già ai tempi della sua candidatura a sindaco di Roma il leader di Fratelli d’Italia aveva confessato che in uno dei motivi della sua scesa in campo c’era proprio la paura che la Lega facesse sparire il suo partito a Roma.

Cosa che in queste elezioni 2018 è accaduta parzialmente. In fondo un elettore che ha votato la coalizione di centrodestra, se è lineare ha dato il voto a Silvio Berlusconi, ma se è di destra perché disperdere un voto in un partito più piccolo quando si sapeva che la lotta per la leadership era a due. La Meloni è rimasta schiacciata al centro di questo duello Salvini-Berlusconi, uscendone sì con un numero raddoppiato di parlamentari, ma con le ossa rotte di chi sa che non ci sono più margini di crescita e non ce ne saranno per il suo partito.

Questa auto ghettizzazione della Meloni è in perfetta linea con la storia della destra italiana, la capacità di isolarsi e diventare partito di nicchia. Solo grazie a Silvio Berlusconi che “sdoganò” la destra di Gianfranco Fini, la fiamma tricolore uscì degli scantinati della politica italiana. Ora il rischio è che questo possa accadere di nuovo.

Salvini vuole lanciare un polo sovranista, ancora non è chiaro se come unione di sigle o come un unico grande movimento in stile Front National di Marine Le Pen. La Meloni che farà, rimarrà distaccata col suo partito o confluirà in questo progetto? In entrambi i casi i suoi sogni di gloria rimarranno all’interno del grande raccordo anulare.

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