Elezioni 2018. Livorno, sciopero, polemiche, querele, Potere al Popolo vs Lega

di Ama La Sunta
Pubblicato il 3 marzo 2018 10:30 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2018 10:30
Elezioni 2018. Livorno, sciopero, polemiche, querele, Potere al Popolo vs Lega

Elezioni 2018. Livorno, sciopero, polemiche, querele, Potere al Popolo vs Lega

LIVORNO – A Livorno, secondo quanto annunciato dalle rappresentanze sindacali di Slc Cgil e Usb, «i lavoratori e le lavoratrici del teatro Goldoni hanno deciso di scioperare, nell’orario compreso tra le 17 e le 23» causa la presenza in quella sede del «comizio di Lorenzo Gasperini, esponente locale della Lega», accusato di essere un “fascista”.

Lo sciopero non ha ottenuto il successo sperato dai promotori, il comizio si è tenuto lo stesso ma la polemica divampa.

«Non siamo interessati a entrare nel merito della campagna elettorale. Non è la presenza di un partito come la Lega il nostro problema». È quanto scrivono nella lettera inviata alla Fondazione teatro della città di Livorno, Michele Rombolini di Usb e Massimiliano Iovino e Lorenzo Scalsi di Slc Cgil. Aggiungono poi che «a distanza di una settimana da una splendida iniziativa sull’olocausto e sul fascismo non si ha intenzione di prestare il lavoro per permettere lo svolgimento di un’iniziativa nella quale parlerà Gasperini, personaggio che non ha mai nascosto le sue simpatie verso il regime fascista. Sono famose le sue dichiarazioni violente contro i gay, i rom e le donne. Famosa quella in cui incitava il partito neofascista Casapound a prendere le armi. Infatti il teatro deve essere un luogo democratico e aperto, un luogo di incontro in cui la cultura e l’arte possano esprimersi liberamente, senza alcuna barriera sia essa politica, etnica e di nessun genere».

A dare ulteriore alimento alla polemica è stata la presenza tra i firmatari della lettera compare quella di Giovanni Ceraolo, “per Usb”. Ceraolo, che lavora proprio al teatro Goldoni, è anche lui candidato per Potere al popolo alla Camera dei deputati, proprio come Gasperini. Con la differenza che Ceraolo ha alle spalle condanne per atti violenti: 3 anni, in primo grado, per i disordini contro un comizio di Pierluigi Bersani nel 2012.

Il candidato per Potere al Popolo era presente lo scorso venerdì alla manifestazione di protesta contro Matteo Salvini durante il cui svolgimento fu aggredita verbalmente da alcuni esponenti dei centri sociali una giornalista.

Lo stesso Ceraolo ha anche annunciato querela contro una candidata di Fratelli d’Italia per un post su Facebook da lui giudicato diffamatorio.

La risposta dell’esponente leghista non tarda ad arrivare «Per questi signori – spiega Gasperini – se non stai dalla parte della sinistra turbocapitalista, della compravendita dei bambini e dell’importazione di manodopera a basso costo dall’Africa, sei fascista. A me sembrano molto confusi. Peraltro, ad attaccarmi è proprio quel Ceraolo che è stato condannato a 3 anni di reclusione per, come riporta la stampa locale, violenze, minacce, lesioni, resistenza aggravata e adunata sediziosa e riconosciuto responsabile del ferimento di un ispettore di polizia. Più che i lavoratori -conclude- sembra idoneo a rappresentare violenti e delinquenti».

 

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