Elezioni 2018. Su 123 parlamentari M5s, 58 non sono in regola. Dante avrebbe detto: “Onesta va cercando…”

di Ama La Sunta
Pubblicato il 15 febbraio 2018 5:31 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 22:38
Elezioni 2018. Su 123 parlamentari M5s, 58 non sono in regola

Parlamentari M5s

ROMA – Aprendo il sito del Movimento 5 Stelle ci si trova subito davanti ad una grafica semplice ed intuitiva. Ci sono due colori per indicare chi è in regola nei pagamenti e chi non lo è. Verde: pagato tutto fino all’ultimo centesimo. Bianco: “dimenticata”» qualche rata.

Bene, basta dare una veloce alla letta per notare che dei 123 parlamentari pentastellati, 58 non sono in regola con la pubblicazione dei bonifici. L’elenco dei “ritardatari” non in regola coi conti è ricco di partecipanti.

Le Iene hanno pubblicato sul loro sito i primi dieci nomi: Silvia Benedetti; Massimiliano Bernini; Maurizio Buccarella; Elisa Bulgarelli; Andrea Cecconi; Emanuele Cozzolino; Ivan Della Valle; Barbara Lezzi; Carlo Martelli; Giulia Sarti. Solo 40 deputati su 88 hanno pubblicato tutta la rendicontazione fino a dicembre 2017, su 35 senatori invece solo 25 sono in regola.

Per tutti invece mancano i bonifici di gennaio 2018, saranno tutti impegnati in campagna elettorale per trovare il tempo di scannerizzare la copia dei bonifici.. Non solo sconosciuti o nomi di secondo piano, tra gli “smemorati” ci sono nomi di spicco.

Ad esempio Alessandro Di Battista, il suo ultimo bonifico pubblicato risale a settembre scorso. Stessa situazione per altri deputati: Silvia Chimienti; Vega Colonnese; Massimo Enrico Baroni, Alfonso Bonafede, Daniele Del Grosso e Sergio Battelli. Carlo Sibilia riesce persino a superare Dibba: è fermo ad agosto 2017. Roberta Lombardi che non presenta la rendicontazione da novembre. Roberto Fico da ottobre.

Per i senatori la situazione non è migliore, infatti anche Vito Crimi, Nicola Morra e Barbara Lezzi sono fermi ad ottobre. Il premio per il grillino più “smemorato” va a Silvia Giordano che fino a l’altro ieri non pubblicava bonifici da giugno poi, ieri in tutta fretta, ha fatto una piccola correzione aggiornando i bonifici almeno fino ad ottobre.

Una corsa all’aggiornamento quella dei parlamentari grillini che vedono crollare il castello di moralità che avevano costruito per aria. Come direbbe Dante Alighieri se fosse vivo oggi, “onestà va cercando, ch’è sì cara...” “come sa chi per lei vita rifiuta”.

Perché il problema è proprio questo: se fai dell’onestà il tuo cavallo di battaglia la gente pretende onestà. E poco importa se ha puntare il dito contro ora sono parlamentari che non hai mai restituito nemmeno un euro. In guerra, come in campagna elettorale, tutto è permesso. E questa battaglia i grillini sicuramente l’hanno persa.

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