Elezioni 2018: c’è la scheda antifrode, è la prima volta. Si dà al presidente, non s’infila nell’urna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2018 12:34 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 12:35
La nuova scheda elettorale antifrode: come funziona

Elezioni 2018: c’è la scheda antifrode, è la prima volta. Si dà al presidente, non s’infila nell’urna

ROMA – Le elezioni del 4 marzo portano con sé una novità, una prima volta che cambia le nostre abitudini di voto: una scheda elettorale antifrode, scheda che un momento dopo aver votato consegneremo al presidente del seggio invece di infilarla direttamente nell’urna.

La nuova legge elettorale (cosiddetto Rosatellum) ha infatti introdotto la scheda elettorale con “tagliando antifrode”, una scheda a prova di broglio: non permette cioè di utilizzare schede elettorali contraffatte o già votate, compilate cioè precedentemente fuori dal seggio. .

Funzionerà così. Quando ti presenti di fronte al seggio ti consegnano una scheda munita di un codice progressivo alfanumerico. Lo scrutatore provvede quindi ad annotare sul suo registro i numeri corrispondenti. Vai a votare, chiudi la scheda e torni dal presidente a cui la consegni. Il presidente verifica che il codice alfanumerico sul tagliando corrisponda a quanto annotato dallo scrutatore. Quindi stacca il tagliando in modo che la scheda resti anonima come prescritto, solo a questo punto infilerà la scheda nell’urna.

L’elettore consegna al presidente la scheda chiusa e la matita. Il presidente constata la chiusura della scheda e, ove questa non sia chiusa, invita l’elettore a chiuderla, facendolo rientrare in cabina; ne verifica l’identità esaminando la firma e il bollo, e confrontando il numero scritto sull’appendice con quello scritto sulla lista; ne distacca l’appendice seguendo la linea tratteggiata, stacca il tagliando antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna e, successivamente, pone la scheda senza tagliando nell’urna. (articolo 58 della legge 361 del 1957, aggiornata dalla legge che ha introdotto il Rosatellum)