Amministrative, affluenza in calo alle 22. Ma a Torino e Milano aumentano i votanti

Pubblicato il 16 Maggio 2011 8:35 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2011 9:00
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(foto La Presse)

ROMA – Gli italiani mostrano non troppo entusiasmo per queste elezioni amministrative, tranne che nelle città “chiave”. Alle 22 di domenica 15 maggio si è registrato un calo di affluenza alle urne in tutta Italia, tranne che in due città dove la sfida è cruciale: Torino e Milano. Stesso discorso, però, non si può fare per Napoli, che pur essendo una delle sfide ‘clou’ di queste elezioni, ha registrato il calo come il resto del Paese.

L’affluenza, che sembrava in aumento intorno alle 19 rispetto alle scorse amministrative, ha virato di rotta alle 22: la percentuale di votanti era del 51,90%, quasi due punti in meno rispetto alla tornata precedente (53.89). Il dato non tiene conto del Friuli Venezia Giulia, che gestisce da sola le proprie rilevazioni. Qui l’affluenza, sempre alle 22, ha accentuato il tonfo già evidenziato alle 19 per le comunali: -26 punti a Trieste, -19 punti a Pordenone; anche peggio le Provinciali: -26,7 a Trieste e -29,8 a Gorizia. Dall’apparente disinteresse per queste elezioni, di cui lo stesso Silvio Berlusconi ha più volte sottolineato la valenza politica, si salvano due città “chiave” come Torino (+2,99%) e Milano (+1,24%). Intanto oggi le urne si sono riaperte alle 7 e si andrà avanti a votare fino alle 15. Poi inizierà lo spoglio che ci dirà chi avrà vinto.

Il calo non ha toccato solo le elezioni comunali ma anche quelle Provinciali: 40,96% di votanti alle 22 rispetto al 43,52 del voto precedente. La prima giornata del voto è stata sostanzialmente tranquilla, ma qualche perplessità c’è stata a Bologna sui dati sull’affluenza. Alle 12, ha reso noto il Viminale, il dato era pari al 13,75%, contro il 28,67 del 2009. Ma, a parte la pioggia che può aver frenato qualche bolognese, il confronto con il 2009 – ha sottolineato il Pd – era inappropriato visto che quell’anno, quando si affermò Flavio Delbono, il primo giorno di voto si era svolto di sabato per l’accorpamento delle comunali con le europee. In ogni caso tutto si è svolto senza intoppi e in mattinata anche l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi è andato a votare, accompagnato dalla moglie Flavia, nel suo seggio di Via Galvani. Non ha votato invece il candidato del centrodestra Manes Bernardini in quanto residente a Casalecchio di Reno.

La presenza dei telefonini nei seggi ha creato più di un problema. In Basilicata, in un seggio di Marconia di Pisticci (Matera), un elettore avrebbe usato il cellulare per fotografare la sua scheda elettorale. L’episodio è stato subito rilevato dal senatore del Pdl Cosimo Latronico che ha reso noto di aver informato dell’avvenuto il commissario prefettizio Francesco D’Alessio. Ha tranquillizzato tutti invece il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale dopo aver votato a via Scrosati a Milano, ha spiegato ai giornalisti di aver lasciato il proprio telefonino fuori dal seggio ”per un eccesso di controlli”. Un caso preoccupante è stato invece registrato in un seggio di Catanzaro: un uomo di 36 anni è stato denunciato dai Carabinieri per aver fotografato la scheda, anche se, ha spiegato l’incauto elettore, avrebbe compiuto il gesto solo per gioco. Stessa modalità a Scampia, periferia di Napoli, dove una signora è stata denunciata a piede libero per aver fotografato la propria scheda.

Al voto sono chiamati poco meno di 1200 comuni e in 11 province. Gli elettori nei comuni sono complessivamente 10.145.486: 5.274.183 le donne, 4.871.303 gli uomini. Quelli delle province sono 3.320.146: 1.718.238 le donne, 1.601.908 gli uomini.

L’unica rilevazione oggi sull’affluenza al voto sarà quella definitiva, a chiusura seggi. E alle 15 avrà inizio anche lo scrutinio, senza soluzione di continuità e fino a definizione del risultato. Dalle 16 alle 22, con cadenza circa ogni trenta minuti, saranno resi noti i risultati delle proiezioni effettuate da diversi istituti, soprattutto nelle quattro principali sfide politiche: Milano, Torino, Napoli, Bologna.

Tutti gli occhi sono puntati soprattutto su Milano e Napoli. Il capoluogo lombardo è amministrato ormai da tanto tempo dal centrodestra ma mai come quest’anno il centrosinistra tenta il tutto per tutto, sperando di arrivare al ballottaggio. La sfida tra il sindaco uscente Letizia Moratti e Giuliano Pisapia ha avuto anche momenti di fortissima tensione, soprattutto dopo il faccia a faccia televisivo su Sky. A Napoli, invece, la sfida è ancora più combattuta: tra un centrosinistra uscente, con Rosa Russo Iervolino, fortemente debilitato dal ‘caso rifiuti’ e un centrodestra che tenta il “colpaccio” di conquistare, dopo la regione Campania, anche il capoluogo. Non è un caso lo stesso Berlusconi ha scelto Napoli per la chiusura della campagna elettorale.