Elezioni amministrative il 3 e 4 ottobre 2021: si vota a Roma Milano Napoli Torino Bologna e altri 1157 comuni

di Daniela Lauria
Pubblicato il 3 Agosto 2021 21:02 | Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2021 21:02

Elezioni amministrative il 3 e 4 ottobre 2021: si vota a Roma Milano Napoli Torino Bologna e altri 1157 comuni

Elezioni amministrative 2021: c’è la data. Si vota domenica 3 ottobre e lunedì 4 ottobre 2021 con un eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci nei giorni di domenica 17 ottobre e di lunedì 18 ottobre 2021.

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha adottato il decreto che fissa la data del turno ordinario annuale di elezioni amministrative, comunali e circoscrizionali, nei comuni delle regioni a statuto ordinario.

Resta aperta la partita sulla data per le Regionali, laddove è previsto il ritorno ai seggi: è il caso di Sicilia e Calabria. Probabile un election day che comprenda quindi anche le amministrative.

Comunali 2021, si vota a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli 

I comuni che andranno al voto sono 1.162, 18 sono capoluoghi di provincia: le sfide clou a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.

Nove comuni sono stati sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso.

In totale sono 12.015.276 gli elettori italiani chiamati alle urne.

Elezioni amministrative, il calendario divideva la maggioranza

Si chiude dunque il calendario per il rinnovo dei vertici amministrativi in autunno, che nelle ultime settimane aveva diviso la maggioranza e con una finestra elettorale ristretta, che andava dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere.

Il Pd aveva spinto per anticipare le urne mettendo al riparo le elezioni dal rischio Covid: un’idea definita “ragionevole” dal Nazareno, che aveva spiegato questo orientamento come una scelta dettata dalla prudenza di fronte all’aumento veloce dei contagi per la variante Delta. E per evitare quindi l’eventualità di ulteriori slittamenti, considerando che il rinnovo dei consigli comunali arriva già con cinque mesi di ritardo.

In direzione opposta era andato il leader della Lega, Matteo Salvini, che a margine di un incontro con il premier Mario Draghi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di anticipo, spingendo per il 10 ottobre con l’obiettivo di scongiurare “il rischio di liste a ferragosto”. In queste ore il decreto del Viminale ha chiuso la questione.