Elezioni anticipate il 24 novembre, incubo per il Pd di Epifani. Libero: si può

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2013 9:53 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 9:53

Elezioni anticipate il 24 novembre, incubo per il Pd di Epifani. Libero: si puòROMA – Gli scenari aperti dalle dimissioni dei ministri di Berlusconi sono preceduti da alcune tappe più o meno obbligate, pur con alternative. La tabella di marcia del quotidiano Libero prevede:

1. “Tra lunedì e martedì Enrico Letta si presenterà in Parlamento e chiederà la “fiducia”. Alla Camera non dovrebbe avere problemi, ma al Senato i numeri non gli sorridono. A dire il vero, non è detto che il premier, informalmente già sfiduciato, arrivi a pronunciare il suo discorso a Palazzo Madama”.

2. “Se il Pdl dovesse negare la fiducia a Montecitorio, Letta potrebbe decidere di rinunciare e rimettere subito l’incarico nelle mani di Giorgio Napolitano”.

3. “A quel punto il Presidente della Repubblica si rivolgerebbe ai diversi leader di partito per le consultazioni.

Cosa possa venire dalle consultazioni di Napolitano è in queste alternative:

1. “Letta-bis. Napolitano, dopo aver verificato la possibile esistenza di una nuova maggioranza, potrebbe ridare l’incarico al premier uscente (che dovrebbe comunque riottenere la fiducia in Parlamento)  e far continuare la legislatura con equilibri diversi:

a. “Alleanza tra Pd e alcuni partiti che sono, ora all’opposizione. Sicuramente Sel che era alleato del Pd alle elezioni di febbraio.

b. “Ma in Senato consenso di Sel non basta e c’è bisogno dei 5 Stelle di Beppe Grillo. Qui è più difficile, ma non è affatto impossibile. Se i 5 Stelle dovessero dire no, il soccorso a Letta e Napolitano potrebbe arrivare da altre direzioni.

c. Voti da “senatori del Popolo della Libertà. Per mantenere un Letta-bis (contando il sostegno scontato di Sel e quello probabile di Scelta Civica) basterebbero circa una ventina di azzurri. Tra i parlamentari del Pdl c’è stanchezza per i continui cambi di rotta di Berlusconi e già in occasione della richiesta di dimissioni di deputati e senatori nel partito si erano aperte fratture (Giovanardi, Quagliariello) e si erano registrati mugugni (Cicchitto).

2. Se il piano di salvataggio ideato da Napolitano dovesse fallire ecco che si aprirebbero le porte dei seggi e si andrebbe di nuovo a votare.

Secondo Libero,

“il peggiore sconfitto sarebbe il Pd, costretto ad andare a votare con questa legge elettorale e senza un leader vero e riconosciuto. Una finestra elettorale c’è ed è il 24 novembre: quasi tre settimane prima del congresso democratico. E’ l’incubo di Guglielmo Epifani che potrebbe realizzarsi entro la fine della prossima settimana”.