Niente confronto, né dialogo. Ma Berlusconi, Bersani e Monti a tutta tv

Pubblicato il 18 Febbraio 2013 15:19 | Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2013 9:23

Mario Monti e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

ROMA – La data che probabilmente resterà vuota è quella di giovedì 21 febbraio. Che sia Rai, Mediaset o Sky, giovedì è la data per il confonto tv. Che, a poco più di due giorni dall’ora X, sembra destinato a non esserci. Tra chi non lo vuole comunque (Grillo), chi lo vuole comunque (quasi tutti) e chi lo vuole solo a due (Berlusconi), l’accordo, infatti, sembra impossibile.

Orfani del confronto resteremo senza campagna elettorale in tv? Assolutamente no. I leader continueranno a parlare dalla mattina alla sera sfruttando (sempre con l’eccezione di Grillo) ogni singolo angolo di radio e tv offerta.

L’ultima polemica, fino ad ora,  inizia con una esortazione-provocazione lanciata sul Corriere della Sera da Aldo Cazzullo. Il giornalista si rivolge direttamente alla Rai chiedendogli di fare né più né meno di quello che il servizio pubblico dovrebbe. Ovvero invitare tutti i candidati per un faccia a faccia e trasmetterlo con chi si presenta.  A oggi, è più che verosimile, con l’eccezione di Beppe Grillo (fresco di rifiuto dell’intervista con Sky), finirebbero per partecipare tutti. Da Ingroia a Monti (per dire i più entusiasti) fino a, suo malgrado, Berlusconi.

Ma il Pdl, Berlusconi lo ripete tutti i giorni, il confronto allargato proprio non lo vuole. Non lo vuole a tre perché “ufficialmente” Monti non può vincere. Ma forse il professore con i suoi numeri sui conti pubblici ereditati dal governo precedente sarebbe “pericoloso” persino per un maestro della comunicazione in video come Berlusconi. Non lo vuole a a sei, per non dover misurare le sue proposte con quelle di Ingroia, Giannino e forse (ma lui difficilmente ci sarà) Grillo.

Così dal portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, membro della commissione di vigilanza Rai, arriva un messaggio chiaro: “Al direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, che si fa portavoce di Monti proponendo formalmente, attraverso il dottor Vespa, un confronto televisivo a tre, e si fa anche portavoce, in seconda istanza, di Bersani per un confronto non più a tre ma a sei, rispondiamo: perché il dottor Gubitosi non prende in considerazione anche la proposta più volte avanzata invano dal presidente Berlusconi per un confronto faccia a faccia tra i due esponenti delle uniche coalizioni che hanno la possibilità di vincere queste elezioni, come avviene nelle democrazie occidentali più avanzate?

Nel frattempo sul tema si pronuncia anche Pier Luigi Bersani. Con una presa di posizione, “tutti o nessuno”, che allontana ancora di più la possibilità del confronto tv: ”Finiamola con questo balletto.Io dico che se lo facciamo,lo facciamo tutti quanti. Non saprei cosa rispondere – ha detto – a Ingroia, Grillo o Giannino se mi chiedessero perché loro al confronto non ci sono. Sono disponibile a fare il confronto ma non così”.

Alla fine Bonaiuti se la prende con Gubitosi accusato di essere il “portavoce” di Monti e Bersani. Tutto per fare rumore e allontanare lo spettro del confronto allargato. Il risultato è che, ad oggi, sembra non esserci spazio né per il confronto allargato né per quello “ristretto”. Gli italiani se ne faranno una ragione.

Nel frattempo Berlusconi, nell’ultima settimana, sembra cambiare strategia comunicativa. Dopo aver presenziato ovunque e su qualsiasi media, ora si fa selettivo e annuncia la rinuncia a partecipare a Otto e Mezzo. Ad attenderlo, su La7, avrebbe trovato oltre a Lilly Gruber, anche Marco Travaglio. E a cinque giorni dalle urne, evidentemente, Berlusconi ha preferito evitare.

Invece Berlusconi sarà presenta  sempre su La7 nel programma in onda subito dopo. Ci sarà lui, ci sarà Bersani e ci sarà Mario Monti. Tutti insieme appassionatamente? Assolutamente no. Enrico Mentana, che condurrà lo speciale elezioni, informa che si tratterà di tre interviste separate, tutte rigorosamente registrate.