Elezioni, day after. Salvini: “Ora sfido Renzi”. Grillo: “Io non faccio inciuci”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2015 13:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2015 15:25
Elezioni, day after. Salvini: "Ora sfido Renzi". Grillo: "Io non faccio inciuci"

Elezioni, day after. Salvini: “Ora sfido Renzi”. Grillo: “Io non faccio inciuci”

ROMA – I numeri dicono che il Pd ha preso 5 regioni su 7. Gli stessi numeri dicono che il Pd resta il primo partito un po’ ovunque ma allo stesso tempo ovunque esce molto ridimensionato rispetto al 41% delle europee. E quindi, a dichiarare, esultare e festeggiare, sono soprattutto gli altri.

Matteo Salvini, per esempio, forte di un boom di voti che lo ha portato, a nord di Roma, ovunque con percentuali sopra al 20%. Salvini incassa il risultato, sfoggia una felpa per l’occasione con su scritto “ruspe in azione” e dice: “Siamo noi l’alternativa a Renzi, ora al governo”. Per noi intende Lega, visto che Forza Italia, al di là dell’exploit di Giovanni Toti in Liguria è sistematicamente sotto il 10%. Non a caso Berlusconi tace. 

Chi non tace è Beppe Grillo. Come previsto M5s non ha portato a casa regioni. Ma il risultato elettorale è comunque un successo visto che, numeri alla mano, M5s si consolida come secondo partito. Con l’Italicum non è un dettaglio. Grillo commenta tutto sul blog, alternando analisi e sarcasmo. La sostanza, al di là del grazie agli elettori, è che non ci saranno alleanze con la sinistra da nessuna parte. “Dico no agli inciuci”, spiega. Le parole più dure sono per Matteo Renzi: “Non si governa con le bugie”. Il premier si è fatto immortalare mentre giocava con la playstation in attesa del voto e poi se n’è volato in Afghanistan senza commentare. Compito che quindi cade sulle spalle del presidente Pd Matteo Orfini: “Abbiamo comunque vinto, dice”. Perfetto refrain da prima repubblica, supportato però da un 5-2 che porta a 16 le regioni governate dal centrosinistra. A Grillo la risposta è dura: “Zero governatori e si festeggia”.

Chi non festeggia, in casa Pd, è Raffaella Paita. Il suo flop elettorale in Liguria per lei ha già un colpevole: “La sinistra”. Quella che ha appoggiato Luca Pastorino che ha portato via un 9% che avrebbe fatto la differenza. Dopo le primarie con accuse di brogli si poteva trovare un compromesso. Non si è cercato. E’ finita così, con la Liguria inaspettatamente baluardo di un progetto, quello di Silvio Berlusconi, che in tutte le altre zone di Italia dove si è votato sembra vetusto, logoro e finito.

Michele Emiliano, il più soddisfatto di tutti visti i numeri invita Renzi a “non considerare la Puglia come una minaccia” mentre Vincenzo De Luca, il governatore che ha vinto contro tutto e tutti ringrazia il premier: “Un risultato straordinario, ringrazio Renzi per la fiducia che mi ha voluto dare”.