Elezioni europee/ “Effetto Prodi” in campo contro l’epidemia astensionista nel Pd

Pubblicato il 3 giugno 2009 17:25 | Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2009 17:36

Se parlate con un italiano/italiana che in un passato recente o lontano ha votato Pd, Pds, Margherita, perfino Pci, almeno una volta su tre in questi giorni vi sentirete dire che stavolta non sanno, non se la sentono, sono stanchi, sfiduciati, civilmente depressi. L’astensione, la voglia di astensione è nel potenziale elettorato del Pd più epidemica della febbre suina. Ieri è stato lanciato sul mercato elettorale un farmaco, in extremis, loro sperano almeno nell’effetto placebo. Il “farmaco” è l’appello di Romano Prodi a non astenersi, a votare Pd, anche, anche se lui non lo dice così, turandosi un po’ il naso.

Servirà, sarà utile al Pd? Prodi gode di una doppia immagine: è lo sconfitto, quello che per due volte non riuscì a governare fino in fondo. Ma è anche la vittima, l’uomo che stava per fare, stava facendo e fu fermato dall’inconsistenza rissosa dei suoi alleati, del suo stesso partito. Porta insomma il marchio, il “brand” sia delle battaglie perse che quello delle battaglie combattute con nobiltà. Così viene percepito dal suo elettorato potenziale. L’appello quindi può funzionare da monito da parte di “uno dei pochi seri da salvare”, oppure da “aiuto nella discesa”. Gli stessi sondaggisti non sanno l’effetto che fa, quello che prevarrà. Quel che si sa, lo ha confermato ieri Franceschini, che sopra il 15 per cento di distacco dal Pdl si muore e sotto il 15 per cento di differenza si campa.