Elezioni, Gasparri: da Confedilizia proposte condivisibili per il rilancio dell’economia  

Per Maurizio Gasparri sono condivisibili le proposte di Confedilizia per il rilancio dell’economia. E’ la risposta del senatore di Forza Italia al documento stilato dall’associazione in vista delle elezioni del 25 settembre. Confedilizia ha stabilito 5 priorità per il settore immobiliare che le forze politiche devono tenere in considerazione

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 20 Settembre 2022 - 14:04
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Elezioni, Gasparri: da Confedilizia proposte condivisibili per il rilancio dell’economia (foto Ansa)

Per Maurizio Gasparri sono condivisibili le proposte di Confedilizia per il rilancio dell’economia e bisogna prestare ascolto alle Associazioni di Categoria per trovare risposte comuni alle esigenze delle imprese e delle famiglie

5 punti urgenti già parte integrante del programma di Forza Italia

“Nel documento pubblico stilato dalla Confedilizia emergono 5 punti urgenti, tra l’altro condivisibili e già parte integrante del programma di Forza Italia, sui quali occorre che la politica rifletta. Partendo dal superamento della tassazione patrimoniale.
Il riferimento è all’Imu” dice il senatore forzista

Forza Italia contro le patrimoniali

“Forza Italia è il movimento politico storicamente contro ogni forma di imposta patrimoniale. Ricordiamo che fu proprio Forza Italia a cancellare l’Imu sulla prima casa, e ritiene legittima la richiesta di Confedilizia di prevederne la riduzione, applicando il pagamento del tributo ai servizi apprestati dai Comuni.”

Migliori servizi sul territorio

“Questa previsione- continua il senatore forzista- accrescerebbe l’indice qualitativo dei servizi offerti sul territorio e trasferirebbe alle famiglie un senso di trasparenza ed equità.”

Reddito da locazione sostitutivo dell’Irpef

“Anche la proposta di introdurre un regime di imposizione del reddito da locazione sostitutivo dell’Irpef, dice ancora Gasparri- alleggerendo così la pressione sulle locazioni di immobili a uso commerciale darebbe slancio al settore per raggiungere un più avanzato rapporto tra imprenditore, mercato e Stato.”

Molte norme hanno causato confusione. Riqualificare il patrimonio immobiliare. Aiutare i proprietari a recuperare i loro stabili abbandonati

“Da oltre 25 anni, poi, in Italia si sono susseguite leggi  sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare, una ricchezza nazionale- dice Gasparri che continua-
Proprio per la copiosità della produzione normativa, queste leggi hanno determinato confusione.

Occorre, quindi, razionalizzare la materia e agevolare quei proprietari che vorrebbero recuperare stabili abbandonati e trovano ostacoli nella legislazione vigente.”

Sviluppare forme moderne di ospitalità

“Lo sviluppo di forme moderne di ospitalità, diffuse già in altri paesi europei e che stanno prendendo piede anche in Italia, costituisce un altro elemento di riflessione.

E’ proprio attraverso la previsione di incentivi che si riesce a dare vigore all’economia per superare indenni la crisi congiunturale.”

Tutelare chi concede i propri immobili in affitto

“E poi vanno tutelati i proprietari che concedono in locazione i propri immobili, con una legislazione che garantisca tutti, gli affittuari ma anche i titolari di un bene che spesso sono penalizzati a causa di pastoie legislative”, conclude Gasparri

Documento che Confedilizia ha presentato all’annuale assemblea dei delegati: i cinque i punti che la Confederazione della proprietà edilizia considera prioritarie per il settore immobiliare.

Superare la tassazione patrimoniale  

In Italia, dal 2012, vi è una patrimoniale ordinaria sugli immobili che grava, ogni anno, per circa 21/22 miliardi di euro su milioni di famiglie: l’Imu.

Occorre iniziare a ridurre questo carico di tassazione, che è – per definizione – progressivamente espropriativo del bene colpito. In nota alcune ipotesi, non alternative, di intervento.

In prospettiva, si considera opportuno superare il sistema di fiscalità locale fondato sull’Imu e altre imposte locali e introdurre un tributo collegato ai servizi apprestati dai Comuni, commisurato al beneficio apportato da tali servizi ai singoli immobili. Il nuovo tributo dovrebbe avere un carattere di corrispettività e dovrebbe essere a carico dei residenti (proprietari e conduttori) ma anche dei non residenti e, comunque, dei soggetti che occupino l’immobile in via transitoria in relazione ad attività, lavorative o di diversa natura, svolte nei Comuni.

Rilanciare gli affitti commerciali 

 La locazione di immobili a uso diverso dall’abitativo (locali commerciali, uffici ecc.) da parte di persone fisiche è gravata – direttamente o indirettamente – da almeno 6 imposte: Irpef, addizionale comunale Irpef, addizionale regionale Irpef, Imu, imposta di registro e imposta di bollo. Si tratta di un carico di tassazione che – combinato con la lunga durata obbligatoria dei contratti (12 o 18 anni, a seconda delle attività) e con gli altri vincoli di una regolamentazione risalente a oltre 40 anni fa, da superare – determina un forte ostacolo all’incontro fra domanda e offerta di immobili in locazione. Tale ostacolo sarebbe attenuato dall’introduzione di un regime di imposizione del reddito da locazione sostitutivo dell’Irpef, in analogia con quanto in essere dal 2011 per le locazioni residenziali. Contestualmente, appare indispensabile la cancellazione della regola che impone di sottoporre a Irpef persino i canoni non percepiti.

 Riqualificare il patrimonio edilizio

 Il patrimonio edilizio italiano, che costituisce una ricchezza per tutto il Paese, necessita di cura e manutenzione nonché di essere reso sicuro dal punto di vista sismico ed efficiente sul piano energetico. Gli interventi legislativi adottati per soddisfare tali obiettivi si sono affastellati nell’arco di ben 25 anni (risale al 1997 l’introduzione della detrazione Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie). È giunto il momento di riorganizzare questa copiosissima normativa, al fine di impostare un sistema stabile ed equilibrato di sostegno agli interventi finalizzati a riqualificare il nostro patrimonio immobiliare, anche in vista dell’approvazione della nuova direttiva Ue sul rendimento energetico nell’edilizia.

Vi è poi il problema dei moltissimi immobili non utilizzati, spesso abbandonati, il cui recupero non può essere ottenuto attraverso miopi misure punitive, bensì con adeguate politiche di incentivazione. Per le abitazioni, in particolare, la proposta è quella di varare un regime fiscale di estremo favore – che potrebbe consistere nell’esclusione dalle imposte sui redditi e dall’Imu per un quinquennio, oltre che dall’imposta di registro in fase di acquisto – per i soggetti, persone fisiche e imprese, che provvedano a riqualificare gli immobili in questione e a destinarli alla locazione. 

 Sviluppare il turismo con la proprietà diffusa 

 L’Italia è un Paese naturalmente vocato al turismo, di cui è necessario sfruttare tutte le potenzialità, per il bene dell’intera economia nazionale e per la rinascita di aree o singoli borghi altrimenti senza futuro. In questo quadro, occorre favorire lo sviluppo – accanto ai modi più tradizionali di ricettività turistica – di forme di ospitalità che si stanno affermando in risposta a specifiche esigenze che si sono presentate, a partire da quelle (come, ad esempio, le locazioni brevi) che vedono protagonista la proprietà immobiliare diffusa, anche attraverso il nostro esteso patrimonio di interesse storico-artistico.

 Affitto: dare maggior tutela ai proprietari

 Occorre assicurare una maggiore tutela ai proprietari che concedono in locazione i loro immobili, in specie di tipo residenziale, che in tal modo svolgono una funzione economica e sociale fondamentale. Nella consapevolezza che molta parte del problema dell’insufficiente tutela non risiede nella normativa, bensì in prassi affermatesi nel corso degli anni, alcune modifiche legislative – come, ad esempio, l’affidamento delle esecuzioni anche a soggetti diversi dagli ufficiali giudiziari e la possibilità di avvalersi dell’assistenza delle guardie giurate – potrebbero agevolare il raggiungimento dell’obiettivo, con effetti benefici in termini di allargamento dell’offerta abitativa.