Elezioni Genova: Doria (50%) e Grillo (10,2) fanno il pieno nei sondaggi

Pubblicato il 19 Aprile 2012 12:44 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 12:46

GENOVA – Marco Doria cresce nei sondaggi e sfonda la quota del 50%. Una crescita esponenziale e continua che però non soddisfa del tutto il Pd, che teme ancora lo spettro del ballottagio. In compenso però il “professore ros­so” ha già vinto un’altra battaglia: come riporta un sondaggio realizzato dal Secolo XIX infatti, la lista che lo sostiene si candida a diventare il secondo par­tito di Genova, conquistando il15 per cento dell’elettorato. Un movimento, quello arancione, lievi­tato in poche settimane a danno dei “cugini” del Pd per  quali si prospetta un epocale tracol­lo: dal 32 per cento delle ultime regionali al 23 per cento delle elezioni del 6­-7 maggio.

Un calo comune però a tutti i grandi partiti tradizionali, dall’Idv al Pdl, ­sor­passati in blocco dalle altre due liste civiche in corsa per le amministrati­ve: grillini e lista Musso, terze a pari merito dopo Pd e lista Doria con il 10,2% dei consensi.

“In realtà, anche se l’ipotesi bal­lottaggio resta ancora in piedi -­ af­ferma al Secolo XIX Luca Comodo, direttore delle ri­cerche politiche di Ipsos – ­possiamo dare già praticamente per certa la vittoria di Doria alle amministrative dimaggio”. E la certezza sta nel con­fronto con gli altri sfidanti: Enrico Musso, candidato di una lista civica che include i partiti del Terzo polo, si attesta al 18 per cento. Vale a dire, ben 32 punti meno rispetto a Doria.La forbice è ancora più ampia di quella registrata tra i due principali con­tendenti nella ricerca Ipsos di mar­zo, quando Doria era accreditato al 49,2% e Musso poco sopra il 20%.

Abissale poi il distacco dagli altri candi­dati: Pierluigi Vinai, nonostante il suo grado di notorietà sia balzato in un mese dal 37 al 50 per cento (con­tro il 75% di Musso e il 72% di Doria), rimane stabile al 12,4%. Il “ciclone Belsito”, come previsto, penalizza invece il candidato della Lega, Edo­ardo Rixi, che scende dal 6,5 al 5,8%. Guadagna terreno il grillino Paolo Putti, che schizza dal 5,8 al l’8% di pari passo con la crescita im­petuosa del Movimento Cinque Stelle, passato nel giro di quattro settimane dal 6,3 al 10,2%.