Elezioni Grande Cambio partorisce incarico a Casellati, che più Casta non si può

di Lucio Fero
Pubblicato il 18 aprile 2018 9:18 | Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2018 9:18
Elezioni 2018, il voto del Grande Cambio partorisce incarico a Casellati, che più Casta non si può

Elezioni Grande Cambio partorisce incarico a Casellati, che più Casta non si può (foto Ansa)

ROMA – Elezioni, ormai già un mese e mezzo fa.

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Elezioni del Grande Cambio, con tutte le maiuscole e tutta l’enfasi possibili. Elezioni ruspa nel linguaggio di Matteo Salvini. Elezioni dell’irrevocabile cambiamento nelle parole di Luigi Di Maio. Elezioni dove effettivamente circa il 51 per cento di chi ha votato ha votato per non lasciare pietra su pietra di quel che c’era prima, buono o cattivo che fosse. Elezioni in nome del crucifige, crucifige chiunque odori di governo, potere, Casta. Concetti approssimativi, labili. Ma uniti in un sol fascio dalla indubbia volontà popolare.

Bene, il Grande Cambio un mese e mezzo dopo si manifesta sotto forma di incarico a Maria Elisabetta Alberti Casellati. Incarico non proprio di fare il governo, nessuno (facciamo pochi) si aspetta che la Casellati diventi premier di un governo da lei cercato, trovato e formato. La Casellati riceverà da Mattarella riceverà l’incarico di mediare, trattare, vedere se e come si può fare un governo e soprattutto una maggioranza parlamentare che lo sostenga. Forse più di ogni cosa la Casellati ha l’incarico di incarnare e interpretare una stazione della via crucis istituzionale-politica al fondo della quale c’è una qualche Pasqua di governo.

Buon lavoro alla Casellati. Ma, non ce ne voglia il neo presidente del Senato, il passaggio della crisi per le sue mani è tanto istituzionalmente più che corretto quanto improbabilissimo segno del Grande Cambio. In termini di immagini Maria Elisabetta Alberti Casellati è Casta che più non si può. A partire da nome e cognome entrambi moltiplicati per due che tanto rimandano per assonanza ad un archetipo di quella che poi verrà chiamata Casta, rimandano alla Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare delle commedie di Fantozzi-Villaggio. Ci perdonerà il presidente del Senato l’impertinenza dell’assonanza, ma questa è la percezione della gente, e non è stata dichiarata sacra e intoccabile come vacca sacra la percezione della gente?

Maria Elisabetta Alberti Casellati, alta professionalità, studio d’eccellenza, avvocato con clienti e cause di alto livello e notorietà. E sotto segretario alla Giustizia quando Berlusconi premier duellava con le Procure. E pubblica sostenitrice della genuinità della parentela tra il defunto Mubarak e la viva e vegeta Ruby. Casta che più Casta non si può. Almeno agli occhi della sacra e intoccabile percezione della gente, quella percezione, diciamo così, che ha vinto le elezioni.

Tra la percezione, anche e soprattutto della gente, e la realtà spesso c’è di mezzo un mare. Maria Elisabetta Alberti Casellati ha con tutta probabilità competenza e strumenti per svolgere la sua funzione-missione di incaricata di spianare la strada ad un nuovo governo. Ed essere professionista di successo non è certo un peccato sociale. E neanche lo è esser stata come politico e avvocato dalla parte di Silvio Berlusconi. Però come primo, timido segno del Grande Cambio l’incarico alla Casellati sembra…un’ironia che la realtà si permette ai danni della…narrazione.