Elezioni Lazio, Pietro Grasso appoggia Nicola Zingaretti: “Svolta a sinistra”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2018 17:54 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2018 17:58
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Elezioni Lazio, Pietro Grasso appoggia Nicola Zingaretti: “Svolta a sinistra”

ROMA – Ormai è ufficiale: Nicola Zingaretti sarà il candidato unitario del centro sinistra, per Pd e Liberi e Uguali, alle prossime elezioni regionali del Lazio. Il presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso ha infatti ufficializzato il via libera alla convergenza del suo partito sul nome del governatore uscente.

“Ci sono tutte le condizioni per costruire un’alleanza di sinistra, pertanto “Liberi e Uguali” sosterrà la candidatura di Nicola Zingaretti come Presidente alle prossime elezioni regionali”, ha fatto sapere Grasso.

“In questi giorni – ha aggiunto – ho portato alla sua attenzione le richieste emerse dall’Assemblea dei delegati di Liberi e Uguali del Lazio sul profilo politico e sui punti programmatici in tema di sanità, mobilità, ambiente, gestione dei rifiuti, lavoro”.

Il presidente del Senato ha fatto pervenire al presidente del Lazio un foglio con otto punti programmatici, che costituiscono le condizioni imprescindibili per l’accordo politico tra le due parti, “il perimetro” per dare al governo del Lazio quella “svolta di sinistra” evocata nell’intervista a SkyTg24 con Maria Latella.

Tra le condizioni c’è anche il veto preventivo posto da Grasso a Zingaretti sull’appoggio di liste “di destra o moderate”, con riferimento alla lista che porta il nome della ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Zingaretti: “Andiamo a vincere tutti insieme”.

A margine della presentazione della sua lista civica, il presidente Zingaretti ha voluto ringraziare il presidente Grasso “che ho incontrato nelle scorse ore. Insieme abbiamo verificato che esistono le condizioni per una convergenza politica e programmatica su sanità, trasporti e lavoro. Continueremo a lavorare nelle prossime ore e nei prossimi giorni per sancire ufficialmente l’accordo”.

“Prima condizione – ha detto nel suo discorso di presentazione – è che non tornino quelli che questa Regione l’hanno distrutta e che non arrivi un manipolo di incapaci”.

“Io ce la metterò tutta – ha promesso – facendo alta la qualità del governo di una Regione che era l’esempio dello sfascio e ora è un esempio di buone pratiche. Ma da solo non ce la faccio, ho bisogno di voi, di una comunità che si senta investita di questo compito”.

“Non pensate mai: ‘tanto con Nicola si vince’ – ha aggiunto – Si vince se insieme vinciamo, convinciamo, capiamo che la battaglia è di tutti. Allora si vince. E’ difficile ma si può fare. Anche quando abbiamo votato in giorni drammatici noi abbiamo vinto. Dobbiamo lavorare perché vincano tutti. Dobbiamo trasformare la possibilità in qualcosa di concreto. Mandela diceva: un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Andiamo a vincere. Dobbiamo essere fieri – ha detto ancora – di questi cinque anni controcorrente, anni che in Italia sono stati di odio, litigi, distruzioni. Noi siamo orgogliosi di una coalizione che in 5 anni invece non ha mai litigato. C’erano idee diverse ma ha prevalso il senso di responsabilità – ha concluso Zingaretti – Di fronte a problemi immensi va data la soluzione migliore e non sgomitare”.

Resta ora da chiarire, in casa LeU, come la chiusura dell’accordo con Zingaretti sarà accolta da Sinistra Italiana, i cui esponenti (primo fra tutti Stefano Fassina) hanno già manifestato malumori. Nonostante il no a Giorgio Gori in Lombardia.

In previsione di questo probabile fronte di attrito interno, Grasso a SkyTg24 ha insistito su quanto quelle di Gori e di Zingaretti siano “due storie completamente differenti”, mutuando gli argomenti di Sinistra italiana quando ha criticato il sindaco di Bergamo per aver “appoggiato il referendum di Maroni sull’autonomia” e per le sue politiche “incompatibili” con quelle di Leu.