Elezioni, batosta Lega Nord. Maroni: “Avvoltoi via”. Maligni dicono Flavio Tosi

Pubblicato il 11 Giugno 2013 9:49 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 9:49
Elezioni, batosta Lega Nord. Maroni: "Avvoltoi via". Maligni dicono Flavio Tosi

Flavio Tosi e Roberto Maroni (foto Lapresse)

MILANO – Lega Nord divisa dopo la sconfitta alle elezioni comunali 2013: l’ultima speranza era Giancarlo Gentilini a Treviso, ma anche il “sindaco sceriffo” non ce l’ha fatta. Roberto Maroni imputa le ragioni della sconfitta alle continue liti interne: sul Corriere della Sera annuncia “via gli avvoltoi”.

Ma chi sono gli avvoltoi? Un retroscena di Rodolfo Sala su Repubblica fa nome e cognome: Flavio Tosi. Scrive Sala che i caporioni della Lega (Maroni, Calderoli ma anche il governatore veneto Luca Zaia) sarebbero stanchi dell’atteggiamento dittatoriale di Tosi (o si è con me o si va fuori dal partito). Un comportamento che avrebbe spaccato la Lega persino nelle roccaforti venete.

Secondo Sala però sotto accusa finiscono anche le continue baruffe tra Bossi e Maroni: “Roberto Calderoli che è sbottato, rivolgendosi sia a Bossi che a Maroni: «Abbiamo perso anche Treviso, basta con le guerre interne; io mi sono rotto i maroni, ci si fa solo del male, così non si può più avanti».

Ma, come detto, l’imputato principale della sconfitta in Veneto, è (scrive Sala) comunque Tosi:

Lui, che solo qualche settimana fa era stato scelto dal leader per rimpolpare la segreteria federale: Tosi vice, insieme al lombardo Matteo Salvini. Due giovani per pensare al dopo Maroni, che pensa a “un Renzi della Lega”. E pensare che il sindaco era addirittura in pole position, c’era solo da vedere come sarebbe andata a Treviso. Ma è andata malissimo, e adesso “Bobo” sembra avere altri pensieri.

Maroni sul Corriere della Sera respinge però l’ipotesi dimissioni’: ”Significa non aver capito nulla. Quello che ci ha fatto perdere – dice – sono state le polemiche”. La Lega ha perso dappertutto ed ”e’ un dato oggettivo che dovremo analizzare per capirne le cause”, dice. La ‘colpa’ non e’ dei candidati, perche’ Gentilini ad esempio ”si e’ battuto come un leone”.

”In primo luogo – aggiunge, – c’e’ il discredito che ha colpito tutti i partiti. Tutti. Anche la sinistra che oggi canta vittoria dovrebbe essere preoccupata, ha perso vagonate di voti”. Ora pero’ ”e’ il momento di unire le forze”, il tempo ”del tafazzismo e’ finito”. ”La Lega ha pagato il prezzo delle nostre vicende interne e delle nostre divisioni, dalla Tanzania in avanti – prosegue –  E poi, ci sono state le recenti interviste (quelle durissime di Bossi). Ci hanno danneggiato: la gente continua a percepirci come un partito che litiga”.

”La cosa importante – aggiunge – e’ la seconda edizione degli Stati generali del Nord che si svolgera’ al Lingotto in autunno. Non le polemiche”. ”Nessuno puo’ pensare di andare a elezioni per lucrarci sopra – avverte il segretario della Lega. – Non il Pdl ma nemmeno il Pd. Proprio per l’incognita dell’astensionismo: se gli elettori tornano, la fisionomia del voto potrebbe cambiare di molto. Pero’, confermo la previsione di nuove elezioni per l’anno prossimo. Questo voto mette in fibrillazione fortissima la gia’ variegata maggioranza che sostiene il governo”. Il congresso della Lega, aggiunge, ”si fara’ l’anno prossimo, non oltre febbraio visto che sono possibili le elezioni a marzo. E il nuovo segretario sara’ un giovane”.