Elezioni: Monti, Casini e Fini trovano l’accordo sulla lista. Leggi tutti i nomi

Pubblicato il 13 Gennaio 2013 8:28 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2013 8:28

MILANO – Svelata la lista Monti, lista unica per il Senato. Pier Ferdinando Casini è capolista in cinque regioni: Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Capolista in Toscana è Pietro Ichino, in Umbria Linda Lanzillotta. Due i cattolici capolista: Andrea Olivero (Piemonte) e Gianpiero Della Zuanna (Veneto). A loro va aggiunto Mario Giro della Comunità di Sant’Egidio, terzo in Campania. L’intero elenco dei candidati è stato pubblicato sul sito AgendaMonti (guarda tutti i candidati).

“Le liste le abbiamo già chiuse”: nel tardo pomeriggio di sabato era stato proprio Casini a informare i giornalisti del buon esito del vertice a Montecitorio con Mario Monti e Gianfranco Fini. “Abbiamo parlato di politica, come sempre. Siamo in campagna elettorale, come sapete”, ha aggiunto il leader dell’Udc.

All’incontro era presente anche il ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi. Il nodo era la definizione della lista unica al Senato (in particolare i candidati della Puglia), ma una volta sistemato questo punto si è discusso della linea e del programma, come ha precisato lo stesso Riccardi: “È stata una conversazione ad ampio spettro, importante, con Fini e Casini”. Quello che ne è emerso, ha spiegato Riccardi, è “una prospettiva per il Paese, che sta nascendo, e la necessità di continuare l’opera riformatrice. Abbiamo parlato molto del Mezzogiorno e delle famiglie italiane”.

Monti è poi protagonista di una simpatica gaffe. Si è detto “non completamente d’accordo” con Antonio Funiciello, presidente dell’associazione Libertà Eguale, che aveva collocato Fassina, Vendola, Fini e Bocchino tra quanti hanno ostacolato le riforme: “Casini e Bocchino”, ha detto Monti, hanno costituito quella “componente che, forse per ragioni tattiche, ha creato meno problemi alle riforme iniziate e che hanno trovato limiti seri perchè conservatori da una parte e l’altra del parlamento hanno posto dei limiti”. Mentre su Vendola e Fassina: “Non l’ho potuto vedere all’opera in Parlamento, ma Fassina… Non è onorevole? Questo dimostra che i laureati alla Bocconi sanno far sentire la propria voce anche in quelle sedi in cui non sono presenti”.