Elezioni Lombardia, Attilio Fontana al 41%, Giorgio Gori fermo al 35% dice il sondaggio Ipsos

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2018 11:08 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2018 11:08
Il candidato del centrodestra Attilio Fontana in pole alle regionali in Lombardia

Attilio Fontana (Foto Ansa)

MILANO – Attilio Fontana potrebbe essere il nuovo presidente della Regione Lombardia. Secondo il sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera il candidato del centrodestra stacca quello del centrosinistra, Giorgio Gori, di sei punti.

Dagli stessi sondaggi dell’istituto guidato da Nando Pagnoncelli sembra che il sindaco di Bergamo sarebbe lontano da vincere anche se LeU lo appoggiasse: il candidato di Liberi e Uguali, l’ex sindacalista Onorio Rosati, si ferma infatti al 4 per cento. In tutto, secondo queste rilevazioni, Fontana potrebbe portare a casa il 41 per cento dei voti, di cui il 23,3 per cento diretto alla Lega.

Del resto il governo della Lombardia è ormai da più di vent’anni appannaggio del centrodestra, prima con Roberto Formigoni, poi Roberto Maroni. E nemmeno la rinuncia di questi alla corsa e qualche scivolone di Fontana (come quello sulla “razza”) sembrano mettere in pericolo il dominio incontrastato del Carroccio.

Scrive Pagnoncelli sul Corriere della Sera:

Il livello di notorietà dei quattro principali candidati alla presidenza è decisamente differente. Gori infatti si colloca al primo posto, conosciuto da quasi l’80% dei lombardi, mentre Fontana è ancora distante, con una notorietà del 60%. Molto distanti invece gli altri due principali candidati: Violi (M5s, ndr) al 23%, Rosati (LeU, ndr) al 20%. Dal punto di vista del gradimento ancora una volta troviamo in testa Giorgio Gori (…). L’appeal di Gori ha elementi di trasversalità, poiché coinvolge anche elettori di centrodestra. Al contrario Fontana, fortemente penalizzato dalla scarsa notorietà, vede un gradimento basso, con una piccola prevalenza di chi ne dà valutazioni negative. Gli altri due candidati, molto poco conosciuti, hanno indici sostanzialmente neutri.

Ma il gradimento è cosa diversa dalle intenzioni di voto, che collocano Fontana al primo posto con il 41 per cento, seguito da Gori con il 35 per cento alle elezioni del 4 marzo. Risultati simili a quelli delle elezioni del 2013, quando Maroni raccolse il 43 per cento delle preferenze e il candidato del centrosinistra, Giorgio Ambrosoli il 38 per cento.

Il candidato del Movimento 5 stelle, Dario Violi, è accreditato del 15 per cento, quello di LeU Rosati al 4 per cento e tutti gli altri candidati al 5 per cento in tutto, mentre l’area degli indecisi e degli astensionisti è al 37 per cento.

 

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