Elezioni a Montesilvano: Pd e Pdl candidano due pluri-indagati

Pubblicato il 22 Novembre 2011 12:51 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2011 12:52

MONTESILVANO (PESCARA) – L’anno prossimo a Montesilvano, in provincia di Pescara, ci saranno le elezioni, e tutti i candidati sono pronti con i loro programmi per tentare di dare slancio al quinto centro della regione Abruzzo. Ma sindaco uscente e altri candidati di Pdl e Pd, hanno qualche problema con la giustizia.

Come scrive Chiara Paolin per Il Fatto Quotidiano,  il sindaco Pdl in carica, Pasquale Cordoma, “fa salti mortali per comparire alle udienze dei processi che lo riguardano: ben cinque contemporaneamente”. Le accuse più gravi sono associazione per delinquere e corruzione nell’ambito dell’inchiesta Ecoemme, la società partecipata del Comune di Montesilvano per lo smaltimento dei rifiuti che, secondo la Procura di Pescara, serviva soprattutto a foraggiare il socio privato, la potente famiglia Di Zio.

Rifiuti a parte, il primo cittadino è accusato pure di concorsi truccati (truffa e falso), trasferimento di nove dipendenti iscritti alla Uil e siluramento di un dirigente ostile (abuso d’ufficio) oltre al demansionamento di una psicologa dell’Azienda per i servizi sociali (tentata concussione).

Nel 2006 Cordoma invitò Gianfranco Fini a un pubblico incontro sul tema della legalità dopo che il predecessore Enzo Cantagallo, già Margherita e ora Pd, era finito sotto inchiesta. E adesso che si torna alle urne il Pdl sta seriamente valutando l’ipotesi di ricandidare Cordoma. Mentre Cantagallo, dopo due mesi passati in carcere e altri due ai domiciliari, è impegnato nelle consultazioni del Pd.

Per ora a reagire sono stati quattordici iscritti alla sezione di Sinistra ecologia e libertà di Montesilvano, indignati dal fatto che il loro segretario regionale, Gianni Milella, non usi mezzi più decisi con l’alleato Democratico . La proposta di Sel, Italia dei valori e Rifondazione comunista era semplicissima: imponiamo al centrosinistra l’operazione “liste pulite”, cioè nessun indagato tra i candidati.