Elezioni, numeri dicono: governo Di Maio-Salvini o governo Salvini. Ma…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 5 marzo 2018 9:21 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2018 13:20
Elezioni 2018, i numeri dicono: governo Di Maio-Salvini o governo Salvini. Ma...

Elezioni, numeri dicono: governo Di Maio-Salvini o governo Salvini. Ma… (foto Ansa)

ROMA – Elezioni, numeri dicono: governo Di Maio-Salvini o governo Salvini.

Aritmetica semplice quella dei risultati elettorali. Centro Destra, meglio dire ormai Destra Centro, ha in percentuale circa il 37 per cento e quindi il maggior numero di seggi in Parlamento. Non quanti gli bastano per fare maggioranza da solo però. E dentro il Destra Centro al 37 per cento, guida, leader, vincitore è Matteo Salvini con un 18 per cento abbondante. La metà dei voti del Destra Centro è tutta sua. Se il Destra Centro farà un governo, sarà governo Salvini.

Aritmetica semplice e solare: M5S partito più votato: circa 32 per cento. E quindi partito che se si allea con qualcuno fa maggioranza e governo. Di Maio, se si allea con qualcuno, fa il premier. Altrimenti M5S primo partito in percentuale non ha i seggi per fare governo da solo, neanche lontanamente.

Aritmetica schiacciante: i resti del Centro sinistra e della sinistra contano poco o nulla, sono marginali. Non servono nemmeno a fare stampella a qualche governo. Centro sinistra al 23, 5 per cento e Leu al 3,5 per cento (ammesso che si possa sommare da Lorenzin a Fratoianni) fanno 27 per cento. Non una sconfitta, una sparizione.

Aritmetica dei voti e dei seggi (si vedrà quanti seggi davvero per ciascuno) ancora più esplicita partito per partito. M5S 32 per cento: vittoria, stravittoria.

Lega 18 per cento: successo, perfino inatteso, più inatteso di quello di M5S.

Forza Italia 13,8 per cento. Sconfitta, squagliamento. Fine politica di Berlusconi, stavolta davvero. Può solo andare a rimorchio di Salvini.

Pd 19, 2: disastro. Disastro per Renzi. Ma non solo per lui, disastro elettorale decretato per via popolare ad una stagione di governo e, in fondo, a un tentativo di gestire l’Italia tenendola protetta…da se stessa. Comunque disastro.

Leu, cioè D’Alema, Grasso, Boldrini al 3,3 per cento. Un risultato penoso, penosamente meritato.

Bonino, cioè più Europa 2,7 per cento. L’ennesimo fenomeno mediatico (era data al 4 per cento). Risultato mediocre tendente al brutto.

Fratelli d’Italia 4,3 per cento. Cioè la vera destra che conta è Salvini e non Meloni.

Quindi governo Di Maio con…? Già, con chi si allea M5S per fare il governo reso possibile, anzi chiesto, dal voto? Impensabile si allei con i resti dispersi del Pd e le briciole di Liberi e Uguali. M5S che scegliesse questa strada “suiciderebbe” il suo mandato e successo elettorale. M5S può allearsi neanche con Berlusconi, impensabile.

Quindi unica alleanza e governo possibile quello Di Maio-Salvini, M5S-Lega: i due vincitori. Ma un governo così avrebbe dei problemi non a nascere ma a vivere. Non Italia, ma in Europa, sui mercati, nell’economia reale. Letteralmente il sistema Italia (anche quello delle garanzie per la gente) potrebbe non reggere allo choc.

Allora l’altra possibilità e governo Salvini. Governo di Destra Centro cui qualcuno in Parlamento presta i voti mancanti in seggi. Ma prestare seggi, diventare “responsabili” con Tajani premier era facile. Con Salvini premier è più dura. E comunque governo Salvini, cioè una maxi edizione italiana del governo Orban in Ungheria non è che abbia meno difficoltà a sopravvivere a se stesso di un governo Di Maio-Salvini.

Nuove elezioni dopo governo di qualcuno per sei mesi e nuova legge elettorale? Nessuno dei vincitori ha voglia di riandare a votare, tanto hanno vinto che una seconda mano difficile vada meglio. E gli sconfitti hanno talmente tanto perso che non hanno alcuna voglia di riprovarci a breve.

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