Elezioni e l’incognita Senato: Berlusconi potrebbe vincere ma non avere la maggioranza a palazzo Madama

Pubblicato il 11 agosto 2010 15:10 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 15:15
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Silvio Berlusconi

Tutti, da destra e da sinistra, paventano elezioni anticipate ma, come sostengono molti politolici, andare alle elezioni con l’attuale legge elettorale potrebbe danneggiare tutti. L’attuale legge elaborata da Roberto Calderoli e subito ribattezzata, per sua stessa ammissione, “porcellum”, è infatti stata elaborata per un sistema bipolare. Ovvero dove esistano due grandi coalizioni. Ma se si dovesse venire a creare il Terzo polo tra Fli, Udc, Api e Mpa, le carte si spariglierebbero. E la terza coalizione in campo andrebbe a “rubacchiare” voti a sinistra e a destra fino a rendere possibile l’elezione di un governo che ha la maggioranza alla Camera ma non al Senato.

Il “porcellum”, infatti, prevede che il premio di maggioranza al Senato venga assegnato su base regionale. Regione per regione, quindi, viene assegnato alla lista che ha preso più voti un premio pari al 55% dei seggi. Quindi se i “contendenti” sono due, uno prende tutto e l’altro si accontenta. Se iniziano ad essere in tre le cose si complicano. E la vittoria di Berlusconi, almeno al Senato, non sarebbe più tanto scontata.

Tanto più che tutti i maggiori sondaggisti sulla piazza dicono che se Fini si presentasse da solo con un suo partito prenderebbe ora come ora tra il 5 e il 10% dei consensi e se si formasse il Terzo polo raggiungerebbe addirittura tra il 15 e il 25%. Abbastanza per “rubare” voti al Senato al centrodestra e impedire a un ipotetico governo Berlusconi V di avere la maggioranza a palazzo Madama.

Il professore Roberto D’alimonte ha ragionato sulla nascita del Terzo polo tra Fli, Udc, Api e Mpe ed è arrivato a questa conclusione: se Udc e Mpa prendessero gli stessi voti del 2008 e Fini un terzo di quelli presi da An nel 2006, Berlusconi e la Lega non riuscirebbero ad ottenere la maggioranza dei seggi al Senato. “Più sono i partiti che superano l’8% (soglia di sbarramento al Senato) – ragiona il politologo – più Berlusconi è nei guai. Fino a correre un rischio: vincere alla Camera e perdere al Senato”. E in particolare il Cavaliere rischierebbe di perdere voti al sud in favore del Terzo polo, con conseguente rafforzamento della Lega, alleato sempre più influente.