Elezioni Regionali: a Napoli il Pd regge ma la Iervolino vacilla

Pubblicato il 30 Marzo 2010 16:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 16:39

Dopo quindici anni di Giunta Bassolino Napoli volta pagina. La Campania ha scelto Stefano Caldoro e il centrodestra. Napoli città, con il suo sindaco Rosa Russo Iervolino, rimane così l’ultimo avamposto del centrosinistra bassoliniano in regione. Un avamposto dove il Pd ha retto l’urto della sconfitta: è riuscito ad ottenere il 25,41% dei voti e a Napoli il distacco tra Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro è stato di solo un punto e mezzo percentuale (contro gli 11 a livello regionale). Un avamposto, però, che vacilla.

Il Pdl a Napoli, infatti, è cresciuto anche più che nel resto della Campania. In tutta la regione il partito di Silvio Berlusconi ha preso il 31,66% delle preferenze e a Napoli è balzato in avanti con il 33,83%.

L’avanzata del Pdl fa sì che gli occhi siano tutti rivolti sulla Iervolino. Napoli rappresenta l’ultimo fortino bassoliniano e ha perso l’appoggio di provincia e regione, entrambe andate, nel giro di dieci mesi al centrodestra. Pdl e alleati, quindi, guardano alla sindachessa di Napoli come all’ultimo avversario da battere. E se i votanti del Pdl si dimostreranno così “calorosi” anche alle comunali (previste per maggio 2011) le probabilità che anche la Iervolino crolli sono molte.

Ma a Napoli e dintorni c’è dell’altro. Ci sono i seggi presidiati da un numero sostanzioso di forze dell’ordine, ci sono i voti di scambio, c’è puzza di camorra. Secondigliano è stato l’unico paese in Italia dove il presidio delle forze dell’ordine nei seggi è stato raddoppiato e ai poliziotti sono stati affiancati uomini in borghese della Digos.

Un inchiesta del “Mattino” ha anche documentato la presenza in tutti i seggi di “galoppini” della camorra su cui si sono aperte diverse inchieste della magistratura. Sembra, ad esempio, che in una tipografia di Acerra siano state stampate delle schede elettorali con il voto già espresso e prestampato. Il meccanismo è questo: i “galoppini” le distribuivano a diversi elettori. Questi andavano a votare, scambiavano la scheda prestampata con quella che avevano ricevuto al seggio. Riportavano indietro la scheda bianca e in cambio ricevevano uno scatto nella graduatoria da disoccupati o il pagamento di una bolletta.