Elezioni segretari regionali Pd, flop affuenza. Fassina: “Colpa pasticcio Letta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2014 10:20 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 10:21
Elezioni segretari regionali Pd, flop affuenza. Fassina: "Colpa pasticcio Letta"

Stefano Fassina (Foto Lapresse)

ROMA – Elezioni per i segretari regionali del Pd, l’affluenza è stata bassa. Secondo Stefano Fassina è “colpa del pasticcio su Enrico Letta”. Stessa versione per Pippo Civati: “C’è disagio”.

Tra i primi neo-eletti ci sono il sindaco di Bari, Michele Emiliano, in Puglia, Dario Parrini in Toscana, Antonella Grim in Friuli-Venezia Giulia, il renziano Alessandro Alfieri in Lombardia.

Sono 14 le regioni più la provincia di Bolzano in cui domenica si è votato per i segretari regionali del Partito democratico. In alcune regioni, come in Toscana, Puglia e Veneto, il Pd ha optato per una candidatura unitaria, in altre, come nel Lazio con i renziani Bonaccorsi e Melilli, a contendersi la segreteria erano solo i fedelissimi di Matteo Renzi. 

Ma a preoccupare il partito è l’affluenza, bassa ovunque: in Lazio e nelle Marche, in Piemonte, in Sicilia e in Liguria. 

E non sono mancate le tensioni. A Salerno il candidato Guglielmo Vaccaro (lettiano) ha occupato una sede del partito denunciando brogli, mentre a Cosenza due dirigenti sono finiti addirittura alle mani.

In una nota l’ex viceministro Stefano Fassina dà la colpa del flop al pasticcio del Pd su Letta:

“La drammatica caduta di partecipazione alle primarie per l’elezione dei segretari regionali è il riflesso della brutale scelta avvenuta giovedì scorso in direzione nazionale con la sfiducia votata a Letta. Larga parte del popolo democratico non ha capito quanto avvenuto e ha inviato un chiaro segnale. Inoltre, ieri in tante regioni ha pesato l’assenza del passaggio nei circoli cosicché il voto è apparso come uno stanco rituale plebiscitario per sancire accordi chiusi da un ceto politico autoreferenziale. Il Pd deve riflettere molto seriamente su quanto sta avvenendo e correggere la rotta prima di ricevere altre amare soprese”.

Pippo Civati, che ha votato al seggio di Monza, ha scritto sul proprio blog:

“Al seggio quasi nessuno. Peccato: avevamo chiesto che qualcuno a Roma si spendesse per questo appuntamento, ma dovevamo mandare via Letta ed evidentemente non c’è stato tempo nemmeno per una dichiarazione. Le poche persone che ho incontrato non erano simpatizzanti, questa volta, ma antipatizzanti, nel senso che condividono molto poco di quanto sta accadendo. Voi, mi raccomando andate a votare: il Pd ha bisogno degli elettori, anche se spesso se ne dimentica”.