Elsa Fornero, “l’uomo forte” del governo Monti

Pubblicato il 24 Marzo 2012 19:56 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2012 19:56

ROMA – L’uomo forte del governo Monti è una donna: Elsa Fornero. Lo mette nero su bianco Stefano Feltri in un dettagliato articolo sul ministro del Lavoro pubblicato sul Fatto Quotidiano.

Scrive Feltri: “Necessaria, fonte di guai e tensioni, difficile da contenere, autonoma e con una visibilità pari a quella del premier, uomo forte del governo (che sia donna è un dettaglio marginale, noterebbe lei) che sta oscurando gli altri potenziali numeri due, da Corrado Passera a Vittorio Grilli”.

Fornero è il “Tremonti di Monti”, scrive ancora Feltri, che ricorda quanto poco corrisponda al vero l’immagine di donna fragile data dalle lacrime scese sulla guance del ministro alla presentazione della Manovra lo scorso 4 dicembre.

“Mi commuovo solo una volta al mese”, aveva subito precisato Fornero, la stessa che dice: “Non frequento più convegni dove tutti i relatori sono maschi, mi rifiuto di credere che non ci sia almeno una donna competente quanto loro”. O ancora: Chissà, forse se studio molto da grande chiameranno economista anche me”, rivolta a quelli che la consideravano solo la moglie di Mario Deaglio, economista, editorialista della Stampa.

E anche i pregiudizi che fosse finita a Roma da Torino quasi per errore sono stati cancellati in breve tempo: del resto Fornero, ricorda il Fatto, faceva politica già durante Mani Pulite, quando era consigliere comunale dell’Alleanza per Torino di Valentino Castellani, forte di sponsor importanti nel mondo bancario come Enrico Salza. Nel 2010 approdò alla vicepresidenza della Compagnia di San Paolo, una delle fondazioni che controllano banca Intesa San Paolo, allora guidata dal futuro collega di governo Corado Passera.

Ma per il suo modo di fare più da accademico che da politico, sottolinea Feltri, più che a Monti la rende simile ad un altro professore bocconiano Francesco Giavazzi, lo stesso che sul “Corriere della Sera spiega a Monti come fare il premier, con la forza e una punta di sicumera dell’economista che ha la teoria dalla sua parte”.

Nel suo percorso il ministro ha avuto anche qualche inciampo… Come ricorda Feltri, “Prima evoca la riforma dell’articolo 18 in un’intervista al Corriere, poi dice che i giornalisti ‘sono bravissimi a tendere trappole’, subito precisa che non parlava di quelli del Corriere e ‘non ho nulla in mente sull’articolo 18’. Della gaffe sulla ‘paccata’ di miliardi tutto è noto tranne la cifra a cui ammonterebbe, visto che finora di soldi non se ne sono visti. Mancano ancora quelli per gli ‘esodati’ nel limbo tra lavoro e pensione, sempre promessi e ancora virtuali. La Fiat ‘può fare ciò che vuole’, ma anche no. Monti ha accentrato, con un certo successo, tutta la comunicazione del governo su di sé. Ma la Fornero non riesce a controllarla come gli altri ministri”.