Dessì, M5S lo riaccoglie. Passata la festa elezioni, gabbato lo santo purezza

di Riccardo Galli
Pubblicato il 19 marzo 2018 10:49 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 10:49
Emanuele Dessì, M5S lo riaccoglie. Passata la festa elezioni, gabbato lo santo purezza

Dessì, M5S lo riaccoglie. Passata la festa elezioni, gabbato lo santo purezza (foto Ansa)

ROMA – Dessì, Emanuele Dessì è stato reintegrato nel gruppo parlamentare M5S al Senato.

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Lo comunica orgoglioso e fiero il capogruppo Danilo Toninelli. La comunicazione aggiunge che, dopo attento e misurato esame, non sono stati rilevati impedimenti di nessuna natura a che Emanuele Dessì sia riaccolto da M5S. Né di natura giuridica o giudiziaria che dir si voglia, tanto meno di opportunità. Dunque Emanuele Dessì è senatore eletto e senatore M5S a tutti i carati di genuinità Cinque Stelle.

Per chi, comprensibilmente avesse dimenticato la piccola storia (Dessì non è l’ombelico del mondo e neanche di M5S) microscopico riassunto: Dessì candidato M5S si porta a corredo foto che lo ritraggono in amicalità con qualche ragazzone parente degli Spada di Ostia, vicinanze probabilmente solo di palestra, ma il candidato non ci fa una gran figura. E poi Dessì candidato viene trovato a pagare circa sette euro sette di canone di affitto per una casa pubblica.

Appreso il tutto, l’inesorabile Di Maio annuncia: “Da noi chi sbaglia paga”. E quindi mostra agli italiani l’impegno che lui ha fatto sottoscrivere a tutti i candidati M5S risultati non purissimi d’immagine. Impegno davanti a un notaio a dimettersi una volta eletti. Impegno…per i fotografi, come ebbe a dire nel suo piccolo anche Blitz. L’impegno non valeva nulla, nessun notaio o capo partito può far dimettere un parlamentare eletto. Era scena, sceneggiata elettorale quella allestita da Di Maio. Come volevasi dimostrare era, quella del noi li buttiamo fuori una volta eletti, una posa per i fotografi.

Nel caso poi di Dessì dal come volevasi dimostrare si è allegramente passati al passata la festa (elettorale) gabbato lo santo (purezza). Il comunicato che riaccoglie Dessì figliol prodigo in M5S rivendica che il micro affitto era micro secondo legge e che comunque l’affittuario di casa pubblica a sette euro ha chiesto all’ente pubblico di aumentare l’affitto. Quindi encomiabile cittadino e meritorio senatore.

E’, come ha spiegato Luigi Di Maio sia pure in altro contesto, la “terza Repubblica, quella dei cittadini”. Dove si ricomincia, dove chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato…Dove uno che pagava 7 euro di affitto è un galantuomo perché ha fatto la mossa (dopo essere stato scoperto causa notorietà da candidatura) di voler pagare di più. La mossa, perché non succederà o succederà tra anni e l’affitto passerà da sette a magari 17 euro. Lo sa Dessì, lo sa Toninelli e lo sa Di Maio.

Ma è la terza Repubblica, quella dei cittadini, dove tutto cambierà e sarà meglio di prima. Tranne probabilmente Alitalia che M5S e Lega vincitori delle elezioni vogliono non sia venduta o meglio sia ricomprata dallo Stato. Come volle e fece fare Berlusconi. Come da decenni si è fatto e si fa. Quanti miliardi di euro finora per Alitalia? Sette? E si faccia otto. Tanto paga il contribuente. E’ la Terza Repubblica, quella dei cittadini…Passata la festa elettorale saranno in tanti i santi ad essere gabbati.

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