Embraco, Calenda durissimo con l’azienda: “Gentaglia irresponsabile”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2018 13:42 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2018 14:26
Embraco dice no al governo. Calenda sbotta: Gentaglia irresponsabile

Embraco, Calenda durissimo con l’azienda: “Gentaglia irresponsabile”

ROMA – “Gentaglia irresponsabile“. Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, risponde al no della Embraco, l’azienda del gruppo Whirlpool che ha avviato la procedura di licenziamento per 500 dipendenti. Alla proposta del governo di sospendere i licenziamenti e ricorrere alla cassa integrazione per avviare un processo di reindustrializzazione, la Embraco ha risposto negativamente. Ora tra ministro e azienda è scontro totale.

Calenda è sbottato, bollando l’atteggiamento dell’azienda come di “totale irresponsabilità: le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell’impresa”. E ha aggiunto: “Adesso non ricevo più questa gent…gentaglia perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua”.

Al tavolo ministro e sindacati avevano insistito perché l’azienda ritirasse i 497 licenziamenti (su 537 posti) e attivasse la cassa integrazione. Il gruppo brasiliano ha avanzato proposte che però Calenda e metalmeccanici hanno definito “di fantasia”.

Domani Calenda è atteso a Bruxelles, dove incontrerà la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager per valutare se la scelta dell’azienda di trasferire lo stabilimento in Slovacchia vada contro le regole europee. Una interrogazione sul caso Embraco e sulla legittimità di politiche fiscali straordinarie è stata depositata a Bruxelles dall’eurodeputato Alberto Cirio (Partito popolare europeo).

Sottoscrive le parole del ministro Calenda, il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino. “L’atteggiamento dell’Embraco è incomprensibile e irresponsabile. Incomprensibile perché c’erano e ci sono ancora soggetti disposti a investire in piani di reindustrializzazione che hanno come condizione l’attivazione della cassa integrazione, una semplice posposizione di 9 mesi che l’azienda, incomprensibilmente rifiuta”.

“Irresponsabile – prosegue – perché, salvo ripensamenti che siamo sempre disponibili ad accogliere, dal 25 marzo partiranno licenziamenti collettivi con le immaginabili conseguenze sulla vita familiare dei dipendenti e di chi lavora nelle forniture e nei servizi. Irresponsabile anche nei confronti del governo e del ministero, che tanto si é impegnato nel trovare soluzioni. E infine, di nuovo, incomprensibile verso gli obiettivi stessi dell’azienda, che potrebbe andare incontro a ricadute di mercato negative, proprio per l’effetto delle azioni che sta portando avanti”.

La notizia della rottura ha raggiunto gli operai mentre manifestavano davanti allo stabilimento di Riva di Chieri. La protesta ha di fatto interrotto il traffico sulla Torino-Asti.