Emilia Romagna, Matteo Richetti indagato per “spese pazze” con 8 consiglieri Pd

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2014 17:18 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2014 17:47
Emilia Romagna, Matteo Richetti indagato per "spese pazze" con 7 consiglieri Pd

Matteo Richetti

BOLOGNA – Il deputato Pd Matteo Richetti è indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte “spese pazze” dei consiglieri dell’Emilia Romagna, di cui è stato presidente. La notizia giunge a poche ore dal ritiro di Richetti dalla corsa per le primarie del dopo Errani, gettando nuova luce sulla sua decisione. Con lui risultano iscritti al registro degli indagati altri 8 consiglieri del Pd.

“Faccio un passo indietro perché serve unità nel Pd”, aveva scritto su Facebook Richetti. Eppure, secondo quanto riportato dall’Ansa, nei giorni scorsi Richetti, assistito dall’avvocato Gino Bottiglioni, si era recato in Procura a fare istanza ex articolo 335 per sapere se vi fossero procedimenti a suo carico. Nessun commento né conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini.

Scrive Repubblica che sul conto di Richetti era stato aperto un procedimento a parte su esposto del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi, in merito all’uso delle auto blu “da casa e per casa” nel periodo in cui Richetti fu presidente del consiglio regionale.

Al momento sarebbero 8 i consiglieri regionali del Pd dell’Emilia-Romagna indagati per peculato nell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell’assemblea legislativa. E’ probabile che le iscrizioni riguardino anche altri gruppi, così come è possibile che il numero aumenti.

Quando la Gdf a ottobre 2013 si era recata negli uffici della Regione per un’ulteriore acquisizione documentale dopo la prima ‘visita’, era emerso che ad essere indagati erano i nove capigruppo del consiglio.

Ricevute in estate le ultime informative sui vari gruppi da parte dei finanzieri, i magistrati titolari del fascicolo che era partito prendendo in considerazione le spese da giugno 2010 a dicembre 2011, sono in attesa di definire ancora alcune posizioni soggettive. Risultano comunque aperti fascicoli separati per ciascun gruppo consiliare.

L’impressione è che l’inchiesta non terminerà a breve e i relativi avvisi di notifica di chiusura delle indagini non giungeranno prima di metà ottobre: cioè dopo le primarie del centro-sinistra.