Regionali Emilia Romagna, respinto il ricorso dei Radicali contro l’elezione di Errani

Pubblicato il 11 Ottobre 2010 12:28 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2010 12:50

Secondo stop al ricorso contro il terzo mandato di Vasco Errani alla guida della Regione Emilia-Romagna: dopo quello presentato dai “grillini” e respinto a metà settembre, adesso il tribunale civile di Bologna ha rigettato anche l’istanza dei Radicali. E con una decisione presa nella metà del tempo rispetto alla precedente sentenza: appena un quarto d’ora.

Sebbene il tema fosse lo stesso (la presunta ineleggibilità del presidente Errani), il 17 settembre il ricorso, presentato dai radicali Monica Mischiatti e Werther Casali, fu rinviato per un vizio di forma. Perno dell’arringa dell’avvocato Santiago Arguella, difensore dei radicali, è stata la legge 165 del 2004 che prevede tra l’altro il divieto del terzo mandato: ”Il legislatore nazionale ha introdotto questi limiti, la Regione Emilia-Romagna non l’ha ancora fatto con una legge ad hoc ma il punto, secondo noi, è che il divieto del terzo mandato è già contenuto nella legge statale e non bisogna che sia recepito dalle Regioni”.

Di diverso avviso i legali di Errani, gli avvocati Giandomenico Falcon e Giuseppe Guaragnella che hanno poi replicato al fatto che la Regione si è costituita nel processo ma con una delibera della giunta formata dalle stesse persone nominate direttamente da Errani: ”Una Regione ha il dovere di tutelare la propria funzionalità, e non rischiare la paralisi”.

Per niente sorpresa dalla sentenza la Mischiatti, presente in aula: ”Ce l’aspettavamo, visto il rigetto del ricorso del movimento 5 Stelle. Ora valuteremo se fare appello ma la sentenza dimostra che il regime partitocratico fa sempre quello che vuole. C’è una legge chiara ma loro l’hanno forzatamente violata”.