Inchiesta Enac: interrogato Paganelli. Tanti nomi vicini al Pd?

Pubblicato il 5 Luglio 2011 11:21 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2011 11:31

ROMA – Nell’ambito della vicenda su appalti e tangenti all’Enac, l’imprenditore Viscardo Paganelli è stato interrogato dai pm e, stando a quanto scritto da Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano, potrebbe aver fatto nomi vicini al Pd e a Massimo D’Alema.

Secondo Lillo il pm Paolo Ielo “non si è limitato a chiedergli conto dei 40 mila euro consegnati al lobbista amico di Massimo D’Alema, Vincenzo Morichini, perché li desse a Pronzato”. Invece stavolta, spiega Lillo, “al centro dell’interrogatorio è finito il celebre pizzino sequestrato nei suoi uffici”.

Infatti, prosegue Lillo, oltre ai soldi versati alla società di Morichini, Paganelli avrebbe versato altro denaro (“talvolta in nero” dice il giornalista del Fatto), di circa 200 mila euro.

E chi erano i beneficiari di questi pagamenti? Per Lillo le domande dei pm si sono concentrate su Katiuscia Marini, Massimo D’Alema (“I voli di D’Alema, secondo la versione fornita al pm sarebbero stati in qualche modo annotati come crediti da pagare e dunque, formalmente dal punto di vista di Paganelli, non gratuiti”) e Roberto Gualtieri (eurodeputato del Pd).

Gualtieri, spiega Lillo, “fa parte del comitato di indirizzo di ItalianiEuropei”, la fondazione molto vicina a Massimo D’Alema. Ma lui avrebbe smentito di aver ricevuto quei soldi.

Quello di Gualtieri, dice Lillo, è l’ennesimo nome vicino a D’Alema che spunta dalle carte dell’inchiesta. Prima di lui ci sono stati Vincenzo Morichini, Franco Pronzato e poi Massimo Bologna (cugino di D’Alema e amministratore della società che “raccoglieva i fondi degli imprenditori che aspiravano a una corsia preferenziale per gare e appalti”).