Enrico Letta a Berlusconi: “Cupio dissolvi non serve a niente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2013 9:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2013 9:30
Enrico Letta a Berlusconi: cupio dissolvi non serve a niente

Enrico Letta (foto Ansa)

ROMA – Cupio dissolvi che non porta da nessuna parte e non serve a niente. Enrico Letta, da Malta, manda un messaggio a Silvio Berlusconi e al Pdl: non ci sono alternative al governo delle grandi intese e quindi la vicenda della decadenza e il destino del governo “non vanno mischiati”. Governo che, sempre secondo Letta, continua a lavorare in un orizzonte di 18 mesi e che non interverrà sulla legge elettorale a meno di richiesta diretta del Parlamento.

Il premier, in visita ufficiale a Malta, risponde  alle parole di Berlusconi che poche ore prima ha invitato i suoi a non collaborare col Pd e soprattutto ha invitato i ministri del Pdl a “ricordarsi di Fini”. 

“Continuo – la replica di Letta – a non vedere quali alternative serie per il paese ci siano intorno al cupio dissolvi: non porta a niente e oggi far scendere l’aereo non serve a nessuno e non cambia niente neanche al Pdl”. Secondo il premier “mischiare due vicende non porta da nessuna parte”, “avvita” solo la crisi.

Secondo Letta invece bisogna guardare al 2014, a “tutto il 2014 con la legge di stabilità che deve dare i suoi effetti: mischiare due vicende non porta da nessuna parte, l’ho sempre detto anche a Berlusconi”, perché  “se non si separano, non c’e’ guadagno per nessuno ma solo un avvitamento della crisi”. Su questo “sono molto determinato” ha proseguito.

“Lavoro perchè la legge di stabilità sia migliorata al Senato”, per “un 2014 e obiettivi per cui voglio essere giudicato al termine di un percorso, a fine anno prossimo” con la discesa di “deficit, debito, tasse e spesa” a favore della “crescita e dell’occupazione”. Al termine di quel percorso ci sarà “un giudizio ed una valutazione” e’ tornato a sottolineare il premier.

Letta, quindi, ostenta tranquillità sulla durata del governo: “Sono veramente tranquillo, sereno e fiducioso. Penso che siamo fermi al 2 ottobre”: quello che è “successo” in occasione della fiducia era “giusto e siamo in linea”. Quanto ad una sua possibile ricandidatura come premier, ipotizzata dal segretario Pd Guglielmo Epifani, Letta replica:  “Il mio orizzonte si ferma sul lavoro dei 18 mesi per cui ho avuto la fiducia e su cui voglio essere giudicato”.

Sulla legge elettorale, invece, il premier spiega: il governo “è a disposizione per una soluzione ma senza creare corto circuito istituzionale: sono pronto a ragionare ma solo se il parlamento ritiene opportuno chiedere un intervento”.Un decreto senza tale premessa “è ai limiti delle forzature”.