Enrico Letta: “Italia in bilico. Io e Napolitano no unici parafulmini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2013 19:31 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 20:14
Enrico Letta: "Io e Napolitano non possiamo essere gli unici parafulmini"

Enrico Letta: “Io e Napolitano non possiamo essere gli unici parafulmini”

ROMA – “Non possiamo essere io e il presidente della Repubblica gli unici parafulmini. Occorre da parte di tutti una partecipazione alla responsabilità”. E’ lo sfogo del premier Enrico Letta a proposito delle fibrillazioni della maggioranza. Letta dal salotto di Porta a Porta, tuona contro le voci che danno Berlusconi pronto a staccare la spina: “Il futuro non dipende solo da ciò che farà Berlusconi ma da molti altri fattori – dice – il nostro Paese era in bilico a febbraio, a marzo e ad aprile e le condizioni che lo hanno portato a questa situazione di difficoltà non sono venute meno di colpo anzi, c’è stato l’aggravarsi della instabilità politica”. Attualmente il barometro è sul ”variabile, nel mezzo, in bilico: siamo di fronte a scelte importanti e se la lancetta va da una parte è bene e se va dall’altra è un male”.

“Quando dico – ha  spiegato Letta – che non governo a tutti i costi vuol dire che non posso essere io insieme al Capo dello Stato a fare da parafulmine. In questi mesi non ho mai pensato di lasciare perché ho sempre percepito la solidarietà e la fiducia del Parlamento e la forte spinta del Capo dello Stato, ma è evidente che la situazione è così complessa e complicata che se verificassi che la mia permanenza peggiorasse la situazione consentendo a qualcuno di avere un alibi non ci metterei un attimo a trarne le conseguenze”. Ma avverte: “Con tre o quattro poli”, com’è attualmente schierato l’elettorato italiano, “andare al voto con questa legge elettorale, vuol dire riconfermare al Senato una situazione di impasse”. Ecco perché riscrivere le regole per andare al voto è cruciale.

Passando poi alla situazione economica, all’Imu e all’emergenza lavoro, Letta dice: “Non ne posso più di quelli che raccontano falsità, che in questi 4 mesi ci siamo girati i pollici così e così”. “Oggi gli italiani avrebbero dovuto pagare la prima rata dell’Imu, oggi gli italiani non la pagano. Non c’è stato un cedimento – ha precisato – ma un buon compromesso”. E il governo vuole “spingere il lavoro a tempo, indeterminato. Perché il nostro paese è morto sulla precarietà”. Nella legge di stabilità, promette, “l’incentivo maggiore sarà per l’assunzione a tempo indeterminato”.

Letta, però non se la sente di escludere l’aumento dell’Iva dal primo gennaio. “Discuteremo questa cosa, perché è una vicenda molto complicata. Quel che posso dire è che faremo una riforma sulle aliquote. Questo lo posso dire” ha risposto Letta, spiegando che l’aumento era stato già deciso e i soldi conseguentemente spesi.

Altro punto controverso: il finanziamento ai partiti, per il quale non esclude un decreto legge da parte del governo se in prevalenza dovesse prevalere l’inerzia: “Abbiamo voluto rispettare i partiti, Grillo in testa, e abbiamo dato un tempo congruo di sei mesi” per approvare il ddl sull’abolizione del finanziamento ai partiti. “Se questo tempo passa senza che nulla avvenga, confermo che il governo farà un decreto. Non averlo fatto prima, è un segno di rispetto per il Parlamento”.

Il premier ha infine confermato che il commissario alla spending review sarà nominato entro settembre “e sarà una persona che farà molto bene”.