Enrico Letta a Palazzo Chigi: 23 mila euro rivestire le poltrone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2013 9:17 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2013 9:17
Enrico Letta a Palazzo Chigi: 23 mila euro rivestire le poltrone

Enrico Letta a Palazzo Chigi: 23 mila euro rivestire le poltrone

ROMA – Enrico Letta ha speso 23 mila euro per rifare le poltrone dell’ufficio:

“Questa riforma, Letta non l’ha rinviata. È stata immediata. E come biasimarlo? Lì sedeva Mario Monti, l’ufficio era tempestato di tecnici e tecnicismo: viva la scaramanzia. Una tappezzeria ti allunga il mandato”

nota Carlo Tecce sul Fatto.

Se questa è la ragione, chi può dare torto a Enrico Letta che ha appena nominato ha restaurato le poltrone, nel senso, spiega Carlo Tecce,

“che un negozio ha rifatto la tappezzeria, e che tappezzeria s’immagina, per 23.000 euro”.

Carlo Tecce è andato a spulciare

“i piccoli e curiosi appalti di Palazzo Chigi per la gestione corrente, per i dipendenti che ci lavorano, i ministri che ci transitano e per la nutrita schiera di ospiti. La trasparenza è sempre un merito: esaminando questi bandi, alcuni precisi e alcuni fumosi, viene fuori un profilo”.

Ecco alcuni esempi: Palazzo Chigi

“consuma quasi 4.000 euro al mese di caffè. più di 7.000 euro di acqua minerale a bimestre, le targhette di argento sulle porte sono costate 5.856 euro. Quelli che preferiscono la decrescita felice hanno optato per la versione in ottone, per la modica cifra di 774 euro”.

Carlo Tecce aggiunge questo tocco:

“Per qualsiasi evenienza, a Palazzo Chigi hanno noleggiato lenzuola per 2.181 euro: roba che al signor Ikea prende un colpo, non ci aveva pensato”.

Più o meno: tanta acqua, tanto caffè e, soprattutto, tanto cibo. Che viene definito

“genere di conforto”

spesso destinato

“ad autorità politiche”

8.300 euro tra marzo e aprile; 4.200 tra giugno e luglio.

E per ragioni burocratiche, va citato Renato Brunetta, che con furore agonistico invoca l’addio a carte e penne per la Pubblica amministrazione. Non ci sarebbero 1.500 euro per i timbri, 6.438 per buste di vario tipo, non proprio 38.000 per la cancelleria in meno di un trimestre.