Enrico Letta: “Pari opportunità a Maria Cecilia Guerra non è un arretramento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2013 8:39 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 8:39
Enrico Letta: "Pari opportunità a Maria Cecilia Guerra non è un arretramento"

Enrico Letta: “Pari opportunità a Maria Cecilia Guerra non è un arretramento” (Foto Lapresse)

ROMA – ”Non ci sarà nessun arretramento da parte nostra. Nessun annacquamento delle pari opportunità nel programma del mio esecutivo”. Lo assicura il presidente del Consiglio Enrico Letta in una lettera al Corriere della Sera in merito alla redistribuzione delle deleghe dopo le dimissioni del ministro Josefa Idem.

Talvolta, scrive il premier, ”appiattiti sulla superficie formale di una questione, rischiamo di smarrirne il senso e, appunto, la sostanza. E’ il caso, a mio parere, della polemica nata intorno all’assegnazione della delega sulle Pari Opportunità a Maria Cecilia Guerra dopo le dimissioni di Josefa Idem”. A chi presagisce ”un arretramento del governo sul terreno delle questioni di genere”, Letta ribadisce che ”non è cosi”’.

Il premier parla a chi come Barbara Stefanelli, dalle colonne dello stesso giornale, ha definito l’incarico alla Guerra una “infelice non scelta”. Scriveva ieri Stefanelli che: “Le dimissioni di Josefa Idem hanno trasformato le Pari Opportunità in una delega spostata sul dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali”. Costituendo di fatto un arretramento rispetto alla preminenza dell’impegno.

Un’analisi che non è stata gradita da Letta, che precisa: ”Del resto, se non reputassi, e da sempre, la questione prioritaria, non avrei formato il governo col maggior numero di donne della vita della Repubblica. Allo stesso modo, se avessimo sottovalutato la questione non avremmo investito proprio il viceministro Guerra della delega. E’ la sua storia personale a restituire, meglio di quanto non possa fare io con questo breve intervento, il senso di quella che è stata una scelta a tutti gli effetti. Una scelta ragionata che rivendico perché figlia non solo del legame, certo non opinabile, tra lavoro, affari sociali e politiche di genere, ma anche del percorso accademico e politico del viceministro, tutto all’insegna di temi che incrociano trasversalmente le pari opportunità”.