Enrico Letta: troppe tasse, ma service tax progressiva. Pensionati: ecchissene..

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 20:50 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2013 10:03
Enrico Letta rivede la Costituzione: "Il bicameralismo perfetto è follia"

Enrico Letta rivede la Costituzione: “Il bicameralismo perfetto è follia”

CAORLE (VENEZIA) – Enrico Letta finge di stupirsi del livello raggiunto dalla pressione fiscale e intanto promette nuove tasse. da un lato dice, mesmerizzato dal rapporto con sindacati e Confindustria e ignorando il peso dei pensionati, che costituiscono l’unità più numerosa anche se non ancora più forte nella Cgil:

“Quando uno vede trattenuto in busta paga il 50% di quello che prende tra tasse e imposte…attorno al tema della detassazione del lavoro si gioca la partita per far ripartire il Paese. L’intervento sul cuneo fiscale è essenziale. Ridurre le tasse sul lavoro lo considero essenziale. E la detassazione del lavoro sarà una questione chiave della legge di stabilità”.

Dall’altro lato annuncia la service tax e ne parla come si parla a un bambino di una purga:

“Sarà equa, progressiva e destinerà molta attenzione alle famiglie numerose. Sarà un intervento equilibrato che non sfascerà i conti pubblici”.

Poi si è accodato al coro delle riforme costituzionali, che sono un po’ come quando dicevano “la colpa è del Sistema”:

Il bicameralismo perfetto è una follia“.

Enrico Letta, è intervenuto alla festa di Scelta Civica a Caorle, Venezia, accettando l’invito “dell’amico Mario” a cambiare l’Italia, titolo della kermesse, informa l’agenzia Ansa. Il titolo è inquietante, vista la fonte, quel Mario Monti che per cambiare l’Italia ha mandata quasi in rovina. Ha detto Enrico Letta:

“Penso che la prima parte della Costituzione sia effettivamente la più bella del mondo. Ma la seconda no”.

Letta perciò difende la necessità di cambiare la Carta fondamentale e a chi lo accusa – il Movimento 5 Stelle – di sfasciare la Costituzione, risponde: “Non la stiamo sfasciando, ma la ammoderniamo nella seconda parte”.

Non si vergogna di dare importanza alle larghe intese. “E’ da qui che possiamo trovare un grande vantaggio”, quindi basta “vergognarsi” di quello che si sta facendo insieme perché nessuno sarà “contagiato”.

“In Italia c’è troppo conservatorismo istituzionale. Invece noi dobbiamo cambiare l’Italia senza paura“. Secondo il premier il sistema del bicameralismo perfetto, con una legge elettorale che dà vita a maggioranze diverse, “è una follia”. Ma, precisa, “non vorrei essere un presidente del consiglio che deve restare lì solo perché non si può votare, vorrei che potessimo dire che un giorno si può e si deve andare a votare”. E non è difficile intuire che il messaggio, seppur differito, sia in parte rivolto a Matteo Renzi che mercoledì lo dava più “preoccupato della seggiola” che di quello che serve al Paese. Poco dopo un altro pungolo per il sindaco di Firenze: “Se c’è una cosa che detesto è la politica fatta di battute che in questo periodo invece trionfa”, perché la “vita delle persone si risolve con i provvedimenti giusti”.

Letta ha anche ribadito di non aver paura “di un cambiamento che vada vero la strada giusta, il far le cose per bene. E due cose le abbiamo fatte, ora la procedura d’urgenza per la legge elettorale, tra settembre e ottobre. Ci vogliono una riforma della politica, istituzionale e della legge elettorale”. Intanto, “ci vuole il superamento del finanziamento pubblico dei partiti: mi auguro che il passaggio alla Camera la prossima settimana ci sia”.

Nel frattempo, è inevitabile toccare il tema generale del lavoro: “Quando uno vede trattenuto in busta paga il 50% di quello che prende tra tasse e imposte…attorno al tema della detassazione del lavoro si gioca la partita per far ripartire il Paese. L’intervento sul cuneo fiscale è essenziale. Ridurre le tasse sul lavoro lo considero essenziale. E la detassazione del lavoro sarà una questione chiave della legge di stabilità”.

Infine annuncia che la legge di stabilità “avrà al suo interno un forte capitolo di politiche industriali” perché il nostro Paese “ha una vocazione industriale”.  “La nostra – aggiunge – è la seconda manifattura d’Europa”. E sulla service tax ribadisce: “Sarà equa, progressiva e destinerà molta attenzione alle famiglie numerose. Sarà un intervento equilibrato che non sfascerà i conti pubblici”.