Enrico Letta: “Telecom è una società privata. E poi “i soldi stranieri servono”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 19:17 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 19:18
Enrico Letta: "Telecom è una società privata. E poi "i soldi stranieri servono"

Enrico Letta: “Telecom è una società privata. E poi “i soldi stranieri servono”

NEW YORK – Enrico Letta spiega che Telecom è una società privata, quindi il governo “può fare poco o niente”. Tradotto: non può impedire la scalata degli spagnoli di Telefonica. Inoltre Letta ha ricordato che l’iniezione di soldi dall’estero può essere vitale per la ripresa dell’industria italiana.

Letta da New York ha detto: “Guardiamo, valutiamo, vigileremo sul fronte occupazionale, ma bisogna ricordare che Telecom è una società privata e siamo in un mercato europeo”.

“Bisogna quindi considerare – ha sottolineato il premier – che Telecom è una società privata. Vigileremo perché ci sia un massimo di attenzione ai profili occupazionali e agli aspetti strategici per l’Italia. Tuttavia – ha proseguito – vorrei ricordare a tutti quelli che stanno parlando in queste ore che Telecom e’ stata privatizzata, e che di tutte le privatizzazioni italiane non credo sia stata uno dei più grandi successi. Quindi – ha concluso Letta – anche se arrivassero dei capitali europei credo potrebbe aiutare Telecom a essere migliore rispetto agli ultimi 5 anni”. Insomma, come per dire che non tutti i mali vengono per nuocere.

Letta ricorda l’importanza di soldi stranieri per l’Italia: “In queste ore sto facendo incontri con molti investitori internazionali che guardano all’Italia con un punto interrogativo: vogliono capire se e’ un paese stabile e se le cose che si dicono poi vengono fatte”. “Io qui – ha proseguito il premier – porto il piano di ‘Destinazione Italia’, e l’impegno delle riforme strutturali che abbiamo fatto e che stiamo facendo e che fanno del nostro paese una realtà con i conti a posto, in grado di creare occupazione e crescita.

Quasi a dare manforte alle parole di Letta ci si mette l’Ue, che sta per pubblicare il rapporto sulla competitività: l’Italia sta vivendo ”una vera e propria deindustrializzazione”, con l’indice della produzione industriale che ”ha perso 20 punti percentuali dal 2007”.