Enzo Moavero Milanesi ministro degli Esteri: l’europeista mediatore di Monti e Letta

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 maggio 2018 22:28 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2018 22:59
Enzo Moavero Milanesi ministro degli Esteri: l'europeista mediatore di Monti e Letta

Enzo Moavero Milanesi ministro degli Esteri: l’europeista mediatore di Monti e Letta

ROMA – Il già due volte ministro agli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi sbarca alla Farnesina in una fase delicatissima per l’Italia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Un europeista come lui alla guida del Ministero degli Esteri è quasi un intruso nel nuovo governo giallo-verde, ma rappresenta senz’altro una garanzia per Bruxelles, così come voleva Sergio Mattarella.

Già tra il 2011 ed il 2014, con l’Italia messa all’angolo dall’Unione, Moavero giocò in prima persona, come responsabile degli Affari europei dei governi Monti e Letta, una partita complicatissima per riportare il Paese a pieno titolo sui tavoli di Bruxelles. Il suo nome era stato incasellato sia nel primo tentativo di governo M5S-Lega che nell’esecutivo tecnico di Cottarelli proprio agli Affari europei, ma alla fine gli equilibrismi tra le indicazioni dei partiti e i paletti del Quirinale lo hanno portato al ministero degli Esteri.

Capo di gabinetto dei commissari europei Filippo Maria Pandolfi e Mario Monti a Bruxelles e consigliere a Palazzo Chigi di Amato e Ciampi nel 1992-1994, Moavero è un esperto di mercato e concorrenza, con una vita trascorsa tra Roma e Bruxelles, dedicata all’Europa e al diritto internazionale. Anche negli ultimi anni non ha smesso di lavorare per il governo: nel 2017 è stato chiamato da Gentiloni a svolgere il ruolo di consigliere di Palazzo Chigi per la promozione di Milano come sede dell’Ema.

Moavero, 64 anni, sposato e padre di tre figli, all’inizio della carriera è a Yale, dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977. Poi la specializzazione al College de France di Bruges in diritto comunitario e quella in diritto internazionale alla University of Texas di Dallas. Nel 1993, a meno di 30 anni, approda come funzionario alla direzione generale della Concorrenza della commissione dell’allora CE. Nel 1995 l’incontro con Monti: il commissario per il Mercato interno, appena nominato, lo chiama a capo del suo gabinetto. Per poi portarlo con sé anche quando assume la guida della Concorrenza.

Nel 2002 Moavero viene nominato segretario generale aggiunto della Commissione. Dal 2005 al 2006 è direttore generale dell’Ufficio dei consiglieri per le politiche europee della Commissione, per poi giurare a Lussemburgo come giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia Ue.

I Moavero discendono dai Bocconi. Ovvero da quella famiglia che, partendo da Cavenago, fondò a Milano prima la Rinascente e poi l’omonima Università.