Eolico e P3, carabinieri: “Gruppo usava pseudonimo ‘Cesare’ per indicare Berlusconi”

Pubblicato il 14 luglio 2010 20:05 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 20:42

Berlusconi ritratto come Giulio Cesare in una caricatura

”Cesare è lo pseudonimo utilizzato dai soggetti per riferirsi al presidente del Consiglio”. E’ quanto scrivono i carabinieri in una nota dell’informativa del 18 giugno scorso, stilata nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3.

Il contenuto della telefonata intercettata dagli uomini dell’Arma, nella quale Lombardi a riferisce a Cosentino della soddisfazione di “Cesare”, fa riferimento all’attività esercitata dal gruppo del quale fa parte, secondo l’accusa, l’uomo d’affari Flavio Carboni, per condizionare i giudici della Consulta sul provvedimento del Guardasigilli, poi bocciato dalla stessa Corte Costituzionale nell’ottobre scorso.

Nel corso della telefonata Lombardi dice a Cosentino: ”Lui è rimasto contento per quello che gli stiamo facendo per il 6, allora giustamente che diceva Arcangelo lui ci deve dare qualche cosa e ci deve dare te e non adda scassa’ o cazz”.

Nell’informativa i carabinieri scrivono che ”appare evidente che con queste parole il Lombardi vorrebbe far intendere al Cosentino che la sua candidatura a presidente della Regione Campania è stata da loro richiesta nel corso della riunione quale contropartita per l’operazione Lodo Alfano”.

“Il coinvolgimento del Presidente del Consiglio nelle presunte attività eversive di un gruppo di sfigati, è la patetica conferma del tentativo di sminuire la gravità del piano massonico nel quale il presidente Berlusconi appare beneficiario e regista”. Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

”La circostanza che gli sfigati definissero lo sfigato Berlusconi in codice con il nome di Cesare – aggiunge Orlando – è l’ulteriore conferma di un delirio di onnipotenza e di una subalternità di tanti eversori e della presunzione del capo dell’eversione. Quanto sta emergendo supera ogni immaginazione e l’Italia appare in serio rischio di tenuta democratica sin tanto che Berlusconi e la sua cricca continueranno ancora a garantire un sistema perverso di politica affari mafia e massoneria deviata”.