Politica Italia

Eolico, martedì mozione di sfiducia dell’opposizione contro Cappellacci

Ugo Cappellacci

Martedì 27 luglio alle 10 approderà nell’Aula del Consiglio regionale la mozione di sfiducia al governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, presentata dalle opposizioni di centrosinistra. Coinvolto nello scandalo dell’eolico, il presidente affronterà l’offensiva della minoranza che prende spunto dall’inchiesta della Procura di Roma per denunciare la subalternità di Cappellacci ai ”poteri forti” e ai diktat provenienti dalla capitale.

Il risultato – attacca l’opposizione – è l’incapacità di governare nell’interesse dei sardi a cui si aggiunge ”il totale fallimento delle politiche anticrisi”: Giunta e maggioranza – è la conclusione del centrosinistra – sono arrivati al capolinea.

Nessuno nelle fila della minoranza si allude di poter dare la spallata all’esecutivo: i numeri parlano da soli, 53 consiglieri del centrodestra contro 27 del centrosinistra. Ma il dibattito si annuncia incandescente e il Pd ha già annunciato che la mobilitazione contro questo governo e il suo presidente non si esaurirà con la discussione della mozione in Aula.

Ci saranno interventi in massa: entrambi gli schieramenti hanno anticipato che parleranno praticamente tutti i consiglieri dei vari gruppi rappresentati in Consiglio e che sfrutteranno per intero il tempo dato loro a disposizione dal regolamento (10 minuti). Questo, molto probabilmente, farà slittare il voto sulla mozione al giorno successivo. La maggioranza, alle prese con una complicata verifica che dovrà portare ad un sostanzioso rimpasto di Giunta, è pronta a fare quadrato attorno al governatore.

In molti, però, si aspettavano che Cappellacci arrivasse in Aula schierando la sua nuova squadra, rafforzata dalla presenza politica nell’esecutivo di segretari e consiglieri regionali di peso per dare quella svolta all’azione di governo che gli alleati chiedono a gran voce. Non sara’ cosi’: la crisi nel Pdl sta infatti rallentando le decisioni che il presidente della Giunta è chiamato a prendere in questi giorni. Il partito è in difficoltà: i vertici attuali sono sotto osservazione, i dissidenti premono e il lavoro affidato al supervisore incaricato da Berlusconi a rimettere ordine del Pdl sardo, il senatore Romano Comincioli, è ormai completato. A giorni il confronto a Roma tra Comincioli e il Cavaliere, quindi il verdetto sulle sorte del partito in Sardegna.

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