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Eolico P3. Sica interrogato su Calderolo: “Voci su trans, colpo basso di natura politica”

Era a conoscenza delle voci diffamatorie diffuse sul conto di Stefano Caldoro ma le considerò un colpo basso di natura politica, si trattava solo di gossip, ”nulla di personale”. E’ quanto ha sostenuto l’ex assessore regionale della Campania, Ernesto Sica, nel corso dell’interrogatorio svolto venerdì in Procura a Roma e durato circa due ore.

Sica è indagato nell’ambito dell’inchiesta su una presunta associazione occulta. L’ex assessore si è giustificato sottolineando che l’azione nei confronti di Caldoro, riguardo a presunte e false voci su sue frequentazione con trans, “era in un periodo pre elettorale”, quando ancora non era stato scelto il candidato per le elezioni regionali. Sica ha ribadito che quando alla fine da Roma si è deciso di candidare Caldoro lui lo ha sostenuto senza tentennamenti e convogliando sull’attuale governatore tutto il suo consenso.

L’esponente del Pdl campano, che è stato con oltre trenta mila preferenze uno dei candidati più votati alle elezioni, ha ribadito di non avere nulla di personale nei confronti di Caldoro. Uno dei suoi difensori, l’avvocato Fabrizio Merluzzi, ha spiegato che è stato ”un interrogatorio tranquillo, chiaro, limpido. Il mio assistito ha spiegato che la contrapposizione era connessa alla normale contesa politica”. Infine Sica ha spiegato di non conoscere Flavio Carboni o Pasquale Lombardi, i presunti vertici della cosiddetta P3, e di aver avuto rapporti sporadici solo con Arcangelo Martino. “Non ha mai incontrato nessuno degli altri indagati”, ha sottolineato il penalista.

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