Il governo Monti secondo Galli Della Loggia: “La super-casta”

Pubblicato il 20 Gennaio 2012 17:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2012 17:33

ROMA – Tra la democrazia e la dittatura c’è l’oligarchia: è quella del governo di Mario Monti, secondo l’editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera. Galli Della Loggia specifica poi le varie forme intermedie tra i due regimi estremi, una delle quali, sostiene Galli Della Loggia, “è quella esistente da qualche tempo in Italia. Dove ci sono da un lato un Parlamento e un governo democratici, i quali formalmente legiferano e dirigono, ma dall’altro un ceto di oligarchi i quali, dietro le quinte delle istituzioni democratiche e sottratti di fatto a qualunque controllo reale, compiono scelte decisive, governano più o meno a loro piacere settori cruciali, gestiscono quote enormi di risorse e di potere: essendo tentati spesso e volentieri di abusarne a fini personali. I frequenti casi scoperti negli ultimi anni e nelle ultime settimane hanno aperto squarci inquietanti su tale realtà”.

Quella che addita Galli Della Loggia non è, specifica lui stesso, “l’alta burocrazia dei ministeri, cioè dei direttori generali”. Ma tutto un insieme ben più vasto di persone a cui si stanno aggiungendo, negli ultimi anni, consiglieri di Stato, alti funzionari della presidenza del Consiglio, giudici delle varie magistrature, dirigenti e membri delle varie Authority. Tutti loro, secondo Galli Della Loggia, costituiscono “un vero e proprio governo ombra. Sempre pronti peraltro, come dimostra proprio il caso del governo attuale, a cercare di fare il salto in quello vero”.

Secondo l’autore si tratta di un‘oligarchia non selezionata, i cui membri non hanno seguito alcuna formazione specifica, ma semplicemente “designati dalla politica con un grado altissimo di arbitrarietà”, grazie, sempre secondo l’autore ad una qualche c0ntiguità con il loro designatore.

Dopo, scrive Galli Della Loggia, “gli stessi nomi passano vorticosamente da un posto all’altro (…) costruendo così reti di relazioni che possono diventare autentiche reti di complicità, sommando spessissimo incarichi che incarnano casi clamorosi di conflitto d’interessi. E che attraverso doppi e tripli stipendi e prebende varie servono a realizzare redditi più che cospicui, a fruire di benefit e di occasioni, ad avere case, privilegi, vacanze, stili di vita da piccoli nababbi”.

“Se i politici sono la casta, insomma, l’oligarchia burocratico-funzionariale italiana è molto spesso la super casta. La quale prospera obbedendo scrupolosamente alla prima (tranne il caso eccezionale della Banca d’Italia non si ricorda un alto funzionario che si sia mai opposto ai voleri di un ministro), ma facendo soprattutto gli affari propri. Il governo Monti ha un’agenda fittissima, si sa. Ma se tra le tante cose da fare riuscisse anche a scrivere un rigoroso codice etico per la super casta, sono sicuro che qualche decina di milioni di italiani gliene sarebbe grata”.